Territorio

Il paese che da 32 anni fa a meno delle luminarie, per scelta

Come Cesara, sul lago d'Orta, e Pompei, sono ormai decine i comuni italiani che hanno deciso di spegnere le luci e di accendere la solidarietà
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In 32 anni hanno risparmiato quasi 150.000 euro non allestendo le luminarie natalizie. Soldi destinati a progetti di cooperazione con i Paesi dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina o alle povertà e ai bisogni del territorio. Non una piccola cifra per un paesino di 590 abitanti. Siamo a Cesara, comune sulla sponda occidentale del Cusio, in provincia del Vco. Qui dal 1989 il parroco don Renato Sacco, sacerdote diocesano e coordinatore nazionale di Pax Christi, in accordo con i sindaci di tutti gli orientamenti politici che si sono succeduti, ha scelto di andare in direzione "ostinata e contraria" rispetto a quello che normalmente si fa in città grandi e piccole.

"L'idea - spiega don Renato - è quella di porre un segno alternativo alla banalizzazione del Natale, spesso circondato da un clima di spreco. E quest'anno c'è ancora più bisogno di speranza e solidarietà. Ecco perché la nostra iniziativa ha ancora più valore". In questo giorni don Renato è in quarantena: il Covid è arrivato anche nella sua piccola canonica, ma lui resiste e ha scritto anche quest'anno ai parrocchiani per rinnovare la proposta del Natale senza spreco. In questo 2020 i denari risparmiati andranno ad una cooperativa formata da 12 donne in Afghanistan, nella zona di Herat, che si dedica alla coltivazione dello zafferano. E poi, in parte, ai poveri del territorio, in particolare alle famiglie colpite dall'alluvione di inizio ottobre. La scelta di Cesara, fatta senza grandi clamori, è 'dilagata' in questi anni un po' in tutta Italia: sono ormai decine i comuni che hanno deciso di spegnere le luci e di accendere la solidarietà.

"Il caso piu' rilevante - racconta don Sacco - è quello di Pompei, dove quest'anno saranno risparmiati quasi 100.000 euro". Quello di Cesara non è però un Natale triste. Chi lo desidera può sostituire le luminarie con piccole candele, accese vicino alle finestre: è un segno semplice e antico, che ha il sapore della fraternità. "E questo - conclude don Renato - è il vero significato del Natale"