Max Casacci, Oceanbreath: il respiro del mare diventa musica

Max Casacci (foto: @maxcasacci
Voci e suoni della natura al posto degli strumenti. "Ho lavorato per mesi, durante il lockdown manipolando ambienti sonori, canti o versi acquatici provenienti da diverse zone marine", racconta il chitarrista dei Subsonica, autore del brano realizzato con la onlus Worldrise
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L’oceano parla, suona, comunica, respira. E ci dice che sta male, che bisogna aiutarlo. Nel video e nel brano musicale realizzato da Max Casacci, chitarrista dei Subsonica e produttore, con l’aiuto del regista Marino Capitanio, in esclusiva per la onlus Worldrise, si possono ascoltare le voci dell’oceano. "Oceanbreath"  tiene alta l’attenzione e la tensiuone su un’emergenza climatica che minaccia anche l’oceano e le sue indispensabili funzioni.

Il mare è il polmone blu del Pianeta, genera tra il 50 e l’80% dell’ossigeno che respiriamo e assorbe un terzo della CO2. Questa funzione, garantita da equilibri fragili e organismi microscopici come il fitoplancton, oggi è messa a rischio dall’acidificazione dell’oceano e dall’aumento delle temperature delle acque. In aggiunta ogni anno nei mari finiscono in media 8 milioni di tonnellate di plastica, come se ogni minuto un camion della spazzatura riversasse tutto il suo contenuto in mare per 365 giorni l’anno.

Max Casacci, Oceanbreath: "Ecco come suona l'oceano"


"Il brano è realizzato esclusivamente con i suoni dell’oceano, senza utilizzo di strumenti musicali elettronici o acustici – spiega Casacci - da un coro di pesci della barriera corallina australiana, al canto di una balena campionato e trasformato in pianoforte, fino al verso di uno zifio intonato come un immaginario flauto marino. Poi onde, delfini, pesci più comuni, per arrivare ad un finale ritmato sul rumore della rottura dei ghiacciai causata dal riscaldamento globale. Ho lavorato per mesi, durante il lockdown, manipolando ambienti sonori, canti o versi acquatici provenienti da diverse zone marine, suoni che mi sono stati messi a disposizione dalla stessa onlus Worldrise. È stato stupefacente scoprire che esistono varietà di pesci capaci di intonare cori, con la stessa vena crepuscolare degli uccelli. Il terzo movimento, che suggerisce una situazione di allarme, prelude al finale in crescendo, scandito dal rumore della rottura dei ghiacciai. A ricordarci i rischi dell’innalzamento dell’acque, provocati dal riscaldamento globale. La vocalità di alcuni cetacei come lo zifioi rumori potenti del capodoglio, ma anche gli scrocchi intermittenti di pesci più comuni si sono rivelati strumenti stupefacenti, per questa partitura naturale".

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Le fa eco Mariasole Bianco, biologa marina e presidente di Wordrise: "penso che ognuno sul pianeta oggi abbia una grandissima responsabilità, siamo in un momento cruciale della storia. Possiamo ancora invertire la rotta, dobbiamo solo agire immediatamente. Le minacce affrontate dal nostro Pianeta Blu possono apparire schiaccianti. Di fronte a inquinamento, cambiamenti climatici, pesca eccessiva, perdita di biodiversità e altri problemi scoraggianti, l’iniziativa singola può sembrare una goccia nell’oceano. Ma ogni goccia conta".