Natura

"Non solo bellezza, gli alberi sono anche la forza del nostro territorio"

La Piana di Marcésina (Asiago) nel 2019, un anno dopo la tempesta Vaia
 
"I boschi garantiscono la sicurezza idrogeologica e ci proteggono dalle frane e dalle valanghe. Non è solo una questione 'paesaggistica'". Intervista alla sindaca di Auronzo di Cadore
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Sinergia con gli organi preposti ma anche con i numerosi volontari che si adoperano per la difesa del patrimonio boschivo. La ricetta di Tatiana Pais Becher per tutelare le foreste del suo comune, Auronzo di Cadore, nelle Dolomiti Bellunesi, passa per il coinvolgimento degli operatori che vigilano sul territorio, come la guardia boschiva o il soccorso alpino, e con i cittadini ."Unendo competenze e buona volontà riusciamo a valorizzare le risorse più preziose delle nostre montagne che sono appunto gli alberi" dice la prima cittadina che amministra anche la frazione di Misurina, famosa per il suo lago alpino, il più grande del Cadore. 

Qual è la sua valutazione complessiva sullo stato attuale degli alberi nelle aree montane del vostro Comune?
Siamo privilegiati ad avere la maggior parte del territorio ricoperto da boschi, quindi è ancora più importante la gestione di questo patrimonio, perché laddove non si provvede ad un accurato monitoraggio e controllo può succedere che le foreste si estendano eccessivamente avvicinandosi troppo al paese. La cura e la pulizia del bosco risultano perciò fondamentali.

Quali progetti concreti avete messo in atto?
E’ stato attivato un piano per ristrutturare vecchie malghe abbandonate, affidandole ai giovani. L’attività dei pastori serve anche per tenere puliti i boschi, e in questo caso creiamo anche occupazione giovanile. In una di queste malghe dei ragazzi hanno cominciato anche a coltivare frutti di bosco, non solo pastorizia dunque.

Avete dovuto fare i conti con la tempesta Vaia nel 2018, il più grande fenomeno di danneggiamento del patrimonio forestale mai registrato in Italia.
E’ stata una calamità naturale di proporzioni devastanti, ma fortunatamente il danno sul nostro territorio non è stato e così ingente come in altre parti. Nonostante ciò la tromba d’aria ha abbattuto un numero considerevole di alberi perlopiù abeti rossi e bianchi, e in misura minore anche pini silvestri. Alcune piante, pur avendo resistito alla tempesta, hanno subito forti scossoni che ne hanno minato l’apparato radicale. Nel novembre dell’anno scorso una nevicata fortissima ha provocato la caduta di altri alberi e questo ha richiesto un ulteriore sforzo nella pulizia dei sentieri e nel recupero del legname schiantato. Per noi difendere questa ricchezza è una priorità: gli alberi dei nostri boschi garantiscono la sicurezza idrogeologica e ci proteggono dalle frane e dalle valanghe. Non è solo una questione “paesaggistica”, di bellezza del contesto ambientale. Il bosco è un luogo in cui ci rigenera, camminando e respirando, ma può difenderci anche dai fenomeni di dissesto idrogeologico.

E’ necessaria a suo avviso anche una maggiore attenzione per gli alberi monumentali?
Sicuramente sono esemplari che vanno preservati. Noi abbiamo la Riserva Naturale Orientata "Foresta di Somadida", la cui gestione è di competenza del Reparto Carabinieri Biodiversità di Vittorio Veneto. E’ uno dei più importanti boschi del Cadore e delle Dolomiti, accoglie larici e pini cembri plurisecolari, alcuni di questi, che si trovano in punti abbastanza impervi sul Col Nero, hanno addirittura 500 anni. In una baita è stata creata anche la "La biblioteca del bosco" con decine di libri che hanno come tema la foresta e in generale la natura: di recente è passato a trovarci qui per un incontro Don Luigi Ciotti che è rimasto affascinato dalla bellezza di questo luogo da cui in passato la Serenissima prelevava il legname più pregiato per la sua flotta navale. La foresta venne donata alla Repubblica di Venezia dalla Magnifica Comunità Cadorina verso la fine del 1400.