Il messaggio di Bill Gates: "Zero emissioni entro il 2050"

"Bisogna mettere in campo gli strumenti che aiutino a prevenire un disastro climatico L'Italia può guidare questo sforzo, ora che si appresta ad assumere la presidenza del G20". "Qualsiasi piano d'azione per il clima deve partire dal riconoscimento della gravità del problema: ogni anno emettiamo 51 miliardi di CO2"
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Per affrontare una grande sfida, qualsiasi grande sfida, servono tre elementi: consapevolezza del problema, obiettivi ambiziosi per risolverlo e un piano d'azione per raggiungere questi obbiettivi. Nel caso dei cambiamenti climatici, la buona notizia è che i primi due elementi già li abbiamo. Oggi, grazie specialmente alle voci delle generazioni più giovani, la maggior parte delle persone è consapevole dei pericoli dei cambiamenti climatici. Inoltre, l'Europa si è messa all'avanguardia, fissando obiettivi ambiziosi per affrontare il problema e incoraggiando altri governi a fare altrettanto. Ora è il momento di concentrarsi sul terzo passaggio: creare un piano per sviluppare e mettere in campo tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno per prevenire un disastro climatico.  L'Italia è in una posizione forte per guidare questo sforzo, ora che si prepara ad assumere la presidenza del G20. Naturalmente, la priorità massima è mettere fine alla pandemia di Covid-19 e cominciare a risollevare l'economia dopo le devastazioni provocate dal virus. Ma questo non significa che il problema dei cambiamenti climatici debba essere messo in secondo piano. Gli studi hanno dimostrato che l'impatto dei cambiamenti climatici può essere altrettanto pesante, in termini di vite perdute e danni economici, di quello del Covid-19. Senza contare che clima e Covid-19 non sono necessariamente due problemi che si escludono a vicenda: i piani per creare posti di lavoro e stimolare la crescita economica dopo la pandemia possono includere investimenti intelligenti sul clima.

Qualsiasi piano d'azione per il clima deve partire dal riconoscimento della gravità del problema. In questo momento, il mondo emette tutti gli anni l'equivalente di 51 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Per evitare un disastro climatico, dobbiamo portare questa cifra a zero entro il 2050. È una sfida enorme, se si considera che quasi tutto quello che facciamo nella vita moderna contribuisce a emettere gas a effetto sera, inclusi i modi che usiamo per spostare persone e merci in ogni parte del mondo, generare elettricità, coltivare cibo, fabbricare cose e riscaldare e rinfrescare gli edifici.

Ci sarà bisogno di una trasformazione tecnologica rapida e imponente per eliminare queste emissioni. Alcuni degli strumenti necessari - per esempio modi per generare elettricità pulita usando l'energia solare e quella eolica - li abbiamo già, ma molti sono ancora troppo costosi. Per esempio, immagazzinare elettricità sufficiente per i momenti in cui il sole non splende e il vento non soffia ha un costo proibitivo, e spesso è impossibile. In altri casi, la tecnologia di cui abbiamo bisogno semplicemente non esiste. La produzione di cemento riversa nell'atmosfera miliardi di tonnellate di gas serra ogni anno, ma ancora non sappiamo come produrlo in altro modo.
Mettere in campo gli strumenti che abbiamo e sviluppare le innovazioni di cui abbiamo bisogno è un lavoro che compete sia al settore pubblico che a quello privato, e anche ai singoli individui.

I governi possono usare finanziamenti e provvedimenti legislativi per incoraggiare la creazione di innovazioni importanti nel campo delle energie pulite e garantire che abbiano un prezzo accessibile in tutto il mondo. L'impegno assunto nel 2015 da venti Paesi per raddoppiare i fondi destinati alla ricerca nel campo delle energie pulite, un movimento noto come Mission Innovation, è stato un buon punto di partenza. Dopo il 2015 si sono uniti altri quattro Paesi, e spero che altri ancora lo faranno. Un'altra cosa che possono fare i governi è contribuire a sostenere nuovi mercati per le energie pulite con politiche che impongano, per esempio, di produrre una certa quantità di elettricità o carburante con metodi a zero emissioni.

Le aziende e gli investitori possono fare la loro parte impegnandosi a comprare e usare alternative più pulite, investendo in ricerca e sviluppo, supportando imprenditori e startup nel settore delle energie pulite e premendo per l'adozione di politiche utili da parte dei governi. Un'organizzazione che ho fondato, la Breakthrough Energy, sta lavorando per aiutare le idee promettenti a passare il più in fretta possibile dal laboratorio al mercato. Il nostro obiettivo è creare un modello che dimostri che uno sforzo coordinato che coinvolga organizzazioni filantropiche, investitori, imprenditori e autorità pubbliche è in grado di accelerare il ritmo dell'innovazione e la velocità con cui le innovazioni vengono adottate.

Infine, i singoli individui possono fare pressione sui loro funzionari eletti perché promuovano piani climatici realistici. Un'altra cosa che possono contribuire a fare è creare un mercato per alternative migliori, più pulite. Quando comprate un'automobile elettrica o un hamburger vegetale anche se costa di più dell'alternativa dimostrate che esiste una domanda per questi beni, e questo incoraggerà i governi a investire di più nella ricerca, facendo calare il prezzo di quei prodotti e in prospettiva rendendoli più accessibili e disponibili per chiunque. Non tutti possono permettersi di pagare questi prezzi supplementari, ma se siete fra quelli che possono farlo, è un modo produttivo per contribuire.
I cambiamenti climatici sono un problema estremamente complesso. Sono felice di vedere nuove pubblicazioni periodiche, come Green&Blue, che dedicano le risorse necessarie per la comprensione del problema e per educare il pubblico. È un passo cruciale nel lungo percorso per evitare un disastro climatico.