"Senza di noi una terra più pulita". Gli italiani dopo il lockdown

Indagine Waste Watchers: l'83% ha notato che nei mesi del Covid l’aria è diventata più respirabile, uno su 7 che mare, fiumi e laghi erano meno inquinati e il 60% che in cielo volavano più uccelli. E ora si dice pronto a cambiare, ridurre consumi e rifiuti, dal cibo all'acqua, a pedalare e andare a piedi invece di guidare per salvare la biodiversità

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Durante il lockdown gli italiani hanno visto l’effetto dell’umanità, le ferite provocate sul mondo che li circonda. Senza di loro ad inquinare ha notato l'83% che l’aria è diventata più respirabile, uno su 7 che le acque di mare, fiumi e laghi erano più pulite il 60% i cieli con più uccelli. Da qui una maggior preoccupazione e attenzione per il loro futuro il rapporto al degrado dell’ambiente. Tanto da dirsi pronti a ridurre consumi e rifiuti, dal cibo all’acqua, a pedalare e andare a piedi invece di guidare.

Così raccontano alcuni dati del nuovo "Rapporto #Biodiversità, I care 2020" dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / SWG, diffusi da Fondazione FICO con la campagna Spreco Zero in vista della giornata Giornata Mondiale dell’Ambiente dedicata quest’anno proprio alla Biodiversità. Ben 7 su 10 (68%), dimostrano di saper correttamente definire la “biodiversità” come “una molteplicità di specie animali, vegetali e microorganismi” e con altrettanta precisione “4 italiani su 10 mettono in collegamento la perdità di biodiversità e l’alterazione degli equilibri ed ecosistemi a conseguenze rilevanti se non addirittura catastrofiche per l’abitabilità terrestre, come la pandemia covid-19», sottolinea Andrea Segrè.
 

Per preservare la biodiversità, secondo un italiano su 2 sono necessari prodotti e detersivi a basso impatto ambientale, mentre per il 42% degli intervistati la strada è privilegiare la varietà di prodotti agroalimentari del territorio attraverso la spesa della famiglia. Il 20% pensa a utilizzare i rifiuti per un compost e altrettanti organizzare orti giardino. Quattro intervistati su 10 (40%) sono disponibili a ridurre i propri consumi idrici ed energetici, e quasi altrettanti (37%) ad effettuare i piccoli spostamenti a piedi, in bicicletta, in monopattino. Solo uno su10 è disposto a ridurre i viaggi in aereo. Convinti comunque che lo stile alimentare più rappresentativo della biodiversità sia la dieta mediterranea.