Soluzioni per la tutela del capitale naturale

Via le bottiglie di plastica dalle mense ma anche stop ai finanziamenti all’economia più inquinante. Vediamo come UniCredit conduce la sua battaglia per la sostenibilità

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L'attenzione all’ambiente con l’abbattimento delle emissioni di CO2, con l’uscita dal settore del carbone e l’incremento delle energie rinnovabili e delle pratiche virtuose, per UniCredit si sviluppa in un doppio binario. Interno, con tutte quelle pratiche che l’hanno portato ad essere l’unica banca in Italia ad aver ottenuto il rating EE+ di Standard Ethics. Esterno, che si attua con l’aumento dei finanziamenti alle imprese del settore delle energie rinnovabili e la costante riduzione a quello tradizionale di petrolio e gas.
 

Sostenibilità, un modello chiave


Come ha sottolineato l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, “la sostenibilità è parte integrante del dna del Gruppo e un elemento chiave del nostro modello di business. UniCredit è impegnata a proteggere il capitale naturale a cominciare dall’ambiente. Costruire un futuro sostenibile è una sfida importante sia per le persone che per le imprese”.

Oggi il gruppo UniCredit può infatti vantare di essere riuscito a coinvolgere e sensibilizzare tutto il personale che alla Global Week of Climate Action dello scorso 20 settembre ha presentato 1.200 idee su sostenibilità e iniziative concrete contro il cambiamento climatico. Le emissioni ambientali del gruppo sono state dimezzate dal 2008 e quest’anno scenderanno di un altro 10% per arrivare a -80% entro il 2030.
 

Il Millennial Board


È stato nominato un Millennial Board composto da dipendenti tra i 22 e i 32 anni, che ha come missione quella di cambiare il modo di pensare in termini di sostenibilità rispetto agli schemi del passato, proponendo soluzioni innovative ed esaminando e supervisionando lo sviluppo delle iniziative che la banca attuerà e che vanno dal riciclo dei rifiuti alla mobilità sostenibile, dal miglioramento dell’efficienza energetica alle pratiche di corrette abitudini alimentari. Al netto delle nuove linee guida per contrastare la pandemia, il gruppo ha già eliminato bottiglie e stoviglie di plastica da mense e aree break e sta distribuendo borracce in metallo a tutto il personale, con l’obiettivo di eliminare tutti i prodotti monouso del genere entro il 2023. Sulla carta, oltre a aumentare l’utilizzo di quella riciclata che nel 2018 è stata pari al 60% dell’intero consumo, ha lanciato il Programma “Sportello Paperless” che incrementa il passaggio all’archiviazione digitale dei documenti.
 

Un'economia a basso contenuto di carbonio


Oltre all’impegno interno, una parte importante dell’agire per un mondo più sostenibile, UniCredit lo esplica promuovendo un’economia a basso contenuto di carbonio con una politica che sviluppa la sostenibilità ambientale della sua clientela. In che modo? A partire dalla crescita del 25% dei finanziamenti al settore delle energie rinnovabili, portandoli a una quota di oltre 9 miliardi di euro entro il 2023, e dei prestiti alla clientela di piccole e medie imprese dell’Europa Occidentale che vogliono migliorare la propria efficienza energetica del 34%. Nello stesso tempo, UniCredit ha adottato una nuova policy Petrolio & Gas (O&G) che prevede la rapida uscita dai finanziamenti all’economia più inquinante. Il gruppo si è impegnato infatti ad abbandonare completamente i finanziamenti a progetti di estrazione del carbone per la produzione di energia entro il 2023. In particolare ha deciso di non finanziare nessun nuovo progetto per l’estrazione del petrolio artico e del gas offshore artico, l’estrazione dello shale di gas e petrolio che prevede la controversa pratica del fracking, la fratturazione e lo sfaldamento delle rocce sotterranee.

Ultimo obiettivo che il gruppo si è dato in questo ambito per il 2023, è quello di entrare tra i primi cinque operatori del mercato EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) dei Green Bond e dei ESG-linked.