Filiera Italia: “Tecnologia sostenibile e rapporti di filiera sempre più stretti per ridurre lo spreco alimentare”

Lo spreco alimentare è in calo ma resta ancora un problema in Italia. Se in 4 anni la nuova legge “salva-cibo” ha ridotto il food waste del 25%, in Italia secondo l'Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, si continuano a buttare nella pattumiera prodotti alimentari per un costo medio settimanale per ogni famiglia di circa 5 euro, per un totale annuo che sfiora i 240 euro per nucleo familiare
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Lo spreco alimentare è in calo ma resta ancora un problema in Italia. Se in 4 anni la nuova legge ”salva-cibo« ha ridotto il food waste del 25%, in Italia secondo l'Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, si continuano a buttare nella pattumiera prodotti alimentari per un costo medio settimanale per ogni famiglia di circa 5 euro, per un totale annuo che sfiora i 240 euro per nucleo familiare. Il conteggio totale, parla di 6,5 miliardi gettati nella pattumiera in Italia, che arrivano a 10 miliardi se si includono anche gli sprechi derivanti dalla filiera produzione/distribuzione 2020, pari a circa 3 miliardi 293 milioni. ”Solo una filiera agroalimentare perfettamente integrata può contrastare il fenomeno dello spreco« dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, alla vigilia della giornata Nazionale contro lo spreco alimentare.

”Sprecare meno vuol dire impiegare le migliori tecnologie sostenibili in agricoltura, accorciare il più possibile la filiera« Già, perché  diminuendo i passaggi diminuiscono anche gli sprechi. ” In questo senso - proseguono da Filiera Italia - sprecare meno vuol dire anche indirizzare la produzione verso prodotti quali-quantitativamente rispondenti alle effettive esigenze del mercato, grazie a contratti pluriennali che non lascino invendute le produzioni«.

”Oggi è necessario avviare un circolo virtuoso che metta in connessione la distribuzione con le migliori aziende italiane sia alimentari che specializzate in  materiali e tecniche di imballaggio finalizzate ad aumentare quanto più possibile la shelf life del prodotto anche e soprattutto dopo l'acquisto« aggiunge Scordamaglia ricordando che la fase del consumo finale è proprio quella in cui si genera il massimo dello spreco. ”Ecco perché Filiera Italia - conclude il consigliere delegato - con il meglio del Made in Italy agroalimentare dalla produzione alla distribuzione, anche in termini di sostenibilità, sarà uno dei protagonisti principali nella lotta allo spreco«.