Cento materiali per una nuova edilizia: naturali, riciclati, innovativi

Rapporto di Legambiente nel segno dell'economia circolare. E ci sono anche i migliori sistemi costruttivi per la sicurezza antisismica

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CENTO materiali per la nuova edilizia, cento schede che raccontano un mondo possibile, più naturale, dove anche la filiera delle costruzioni, una delle attività umane più impattanti sull'ambiente, possa trovare una dimensione sostenibile e possa diventare, anzi, motore di quell'economia circolare tanto invocata ed evocata. Sono raccolti nel rapporto di Legambiente realizzato in collaborazione con Ecopneus e presentato a Rimini alla fiera Ecomondo.

Pannelli isolanti fatti con biomassa di canapa e pappa reale, sistemi costruttivi realizzati con pannelli in legno massiccio a fibre incrociate, una reale alternativa ai classici telai strutturali in cemento armato o acciaio. E poi mattoni composti di terra cruda, sabbie e fibre naturali, pavimentazioni in bambù e un sistema costruttivo antisismico che sembra un grande lego di blocchi cavi in legno. Sono solo alcuni esempi, tratti dalla prima sezione del rapporto, quella dedicata ai materiali naturali. L'obiettivo del report è chiaro: "I 100 materiali, le innovazioni nei territori e nei cantieri, ma anche le recenti modifiche normative descrivono un settore delle costruzioni in profondo cambiamento, spinto da innovazioni tecnologiche e progettuali che mirano a garantire edifici sicuri e prestazioni energetiche e ambientali certificate", così Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente e curatore del volume, con Maria Assunta Vitelli e Gabriele Nanni. Materiali naturali e salubri, riciclati o riciclabili, innovativi: sono le tre chiavi scelte dall'associazione per mettere in evidenza l'eccellenza di un'edilizia dove le prestazioni, garantite da certificazioni indipendenti, assumono un ruolo centrale. Di ogni materiale si evidenziano le caratteristiche di sostenibilità e salubrità e la capacità di contribuire a una gestione sempre più efficiente di energia, acqua e risorse naturali. Esempi architettonici ed edilizi rendono la guida un utile strumento per chiunque voglia approfondire il tema.
 
Riciclati e riciclabili. Nelle 100 schede sono presentate tecnologie che permettono di trasformare i problemi in risorse, i rifiuti in nuovi materiali. Gli scarti delle demolizioni, un tema di proporzioni enormi nel Centro Italia dopo i terremoti di questi mesi, ad esempio, possono diventare i mattoni per la ricostruzione. Le filiere di recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dall'edilizia sono anche una concreta opportunità per ridurre l'utilizzo delle cave limitando gli impatti paesaggistici e ambientali.

Ancora, tra i materiali che utilizzano prodotti di scarto, c'è il gres porcellanato ottenuto dai materiali di risulta della lavorazione della ceramica o un biomattone, costruito con truciolato vegetale di canapa e legante a base di calce idrata e additivi naturali: la componente vegetale è stabilizzata e protetta dalla possibilità di decomporsi, di incendiarsi o di essere aggredita da insetti o roditori. Il truciolato di canapa, caratterizzato da microscopici alveoli pieni d'aria, fornisce al prodotto caratteristiche di elevato isolamento termo-acustico e igrometrico.

Un'azienda calabrese produce pannelli ricavati da plastica riciclata e dalla sansa esausta, con i quali sono stati realizzati banchi per alcune scuole toscane: un materiale privo di colle, e dunque di formaldeide, salubre e sicuro. Ecopneus, la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero degli pneumatici fuori uso, ha ideato una pavimentazione in gomma riciclata da utilizzare negli allevamenti e nei ricoveri per cavalli (e per i bovini), che contiene i costi di mantenimento degli animali, evita che gli arti del cavallo si graffino quando si corica, riduce la quantità di letame da smaltire (meno paglia utilizzata) e la trasmissione delle vibrazioni agli arti del quadrupede durante il trasporto e lo stazionamento.
 
Innovativi. Il rapporto si chiude con una serie di materiali innovativi che fanno percepire come il mondo delle costruzioni stia davvero vivendo un periodo di profonda trasformazione. C'è di tutto: dalle pitture e della tegole con proprietà fotocatalitiche, che consentono di purificare l'aria, alle membrane impermeabili a mescola vegetale alternative ai manti bituminosi sintetici, dal calcestruzzo con fibre di polipropilene o di acciaio inserite per migliorarne le caratteristiche statiche, alle lastre di vetro per finestre a isolamento termico rinforzato. Ultimi ma non ultimi, i sistemi innovativi per le green wall, i tetti ventilati e quelli per la sicurezza antisismica: dissipatori, isolatori elastomerici in gomma e acciaio, sistemi di rinforzo per migliorare la resistenza ai terremoti degli edifici.
 
Questa prospettiva di innovazione, per poter accelerare i cambiamenti virtuosi per l'ambiente, la sicurezza, il minor consumo di energia e risorse, ha bisogno di precisi indirizzi normativi. In Europa la strada è già segnata. La direttiva 31/2010, per esempio, individua una chiara traiettoria rispetto all'energia: dal 2019 tutti i nuovi edifici pubblici dell'Unione, e dal 2021 anche tutte le nuove costruzioni private, dovranno garantire prestazioni di rendimento tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento, oppure dovranno soddisfarli con la produzione da fonti rinnovabili.