"Molti televisori sono truccati per simulare consumi più bassi"

La denuncia dall'associazione statunitense Natural Resources Defense Council, che ha commissionato test indipendenti su alcuni modelli di apparecchi televisivi. Una vicenda simile al caso Volkswagen: i test non corrisponderebbero alla realtà

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(ap)
ROMA - Non solo Volkswagen: anche grandi marche come Samsung e LG hanno usato software per truccare i consumi energetici dei televisori. Così quando accendiamo lo schermo per vedere un film, possiamo arrivare a consumare fino al doppio dell'elettricità prevista. La denuncia viene dall'associazione statunitense Natural Resources Defense Council, che ha commissionato test indipendenti su alcuni modelli di apparecchi televisivi. Le aziende non avrebbero violato la legge, ma "fatto scelte discutibili in contrasto con lo spirito della norma". La norma è quella sull'efficienza energetica. Un elemento di competizione industriale sempre più importante perché, assieme allo sviluppo delle fonti rinnovabili, costituisce una delle armi principali per contrastare il cambiamento climatico e l'inquinamento. E, a guardare i numeri ufficiali, sembra che stiamo diventando sempre più bravi: facciamo di più con meno. Ma non è sempre vero.

Il sistema - secondo la denuncia - funziona così. I test di consumo dei televisori assomigliano a quelli della auto: non vengono fatti con metodi che riproducono il mondo reale, ma in un universo artificiale governato da regole che, nella vita quotidiana, nessuno è in grado di rispettare. Nel caso dei televisori la prova si effettua non sintonizzando un normale canale, ma sottoponendoli a precise sequenze in cui luminosità, ombre, colori, immagini sono codificate nei dettagli. L'ipotesi avanzata da Natural Resources Defense Council è che i produttori inseriscano negli apparecchi un software che, appena riconosce la sequenza del test, fa scattare una speciale modalità di risparmio energetico. In questo modo i modelli riescono a ottenere una classe di efficienza energetica superiore a quella che otterrebbero con il funzionamento normale. E il prezzo sale. Ma le prestazioni, appena viene modificata una qualunque impostazione, ad esempio la luminosità o il formato delle immagini, si abbassano in modo irreversibile. Secondo i calcoli dell'associazione americana, questo giochetto costerebbe agli Stati Uniti un innalzamento della bolletta elettrica, nel corso degli anni di uso degli apparecchi truccati, pari a 1,2 miliardi di dollari.

L'anno scorso il Guardian aveva denunciato una vicenda simile e Samsung aveva sostenuto di non aver agito in maniera scorretta. Ora il nuovo rapporto rilancia le accuse e le allarga a un gruppo di produttori più vasto che comprende anche Lg e un marchio americano, Vizio. "Le regole europee sull'efficienza energetica hanno permesso di ottenere grandi vantaggi che si traducono in un risparmio medio di 300 euro all'anno per ogni famiglia", afferma Jack Hunter, dell'European Environmental Bureau. "Molte aziende giocano pulito. Ma a quanto pare non tutte". "Quella denunciata da Natural Resources Defense Council è una vicenda che ci tocca direttamente perché parliamo dei marchi che in Europa sono al primo e al secondo osto per vendite", aggiunge Davide Sabbadin, responsabile del settore efficienza energetica per Legambiente. "Un problema simile in passato si era verificato per i frigoriferi: è arrivato il momento di modificare i test per renderli credibili. Chi si ostinerà a non accettare la trasparenza perderà la fiducia dei consumatori".