Modena La lotta con gli isotopi ai finti Lambruschi E il centro interforze per i talenti del futuro

Il neo presidente Corsini illustra gli obiettivi e le strategie di Palatipico per consolidare la crescita del comparto e valorizzare i prodotti

MODENA  Enrico Corsini è da qualche giorno il nuovo presidente di Palatipico Modena srl, la società a cui aderiscono i principali Consorzi di tutela delle Dop e Igp, oltre al Consorzio Modena a Tavola, a Modenatur e al marchio Tradizione e sapori di Modena. Nato nel 2011 e sostenuto dalla Camera di Commercio, Palatipico è il mezzo che il territorio si è dato per presentarsi in modo unitario e valorizzare al meglio le produzioni, grazie al brand Piacere Modena che organizza eventi e manifestazioni, in collaborazione con la Camera di Commercio.


Nella “casa” di Palatipico in viale Virgilio le sedi dei Consorzi sono tutte a stretto contatto di gomito. Uno degli obiettivi che ci si era posti nel 2011, al momento della nascita della società, era quello di lavorare per la trasmissione del know how, del “saper fare” della tradizione, alle generazioni più giovani. Perché, una volta che le caratteristiche dei prodotti e le zone di provenienza sono state definite dai Consorzi, ormai molti decenni fa, il lavoro non è finito: la tecnologia e la formazione dimostrano come le cose possano cambiare e migliorare, anche per controbattere la concorrenza spesso sleale degli altri paesi, che imitano Lambrusco, Aceto Balsamico e Parmigiano Reggiano.


I disciplinari si evolvono - l’agricoltura, con i cambiamenti climatici, deve selezionare varietà e metodì per garantire piante migliori - ma non muta la qualità del prodotto. «Nei mesi scorsi - ricorda Corsini - abbiamo finanziato, assieme al Consorzio del Lambrusco e all’ente camerale, il nuovo laboratorio di Spettrometria di massa del Centro interdipartimentale grandi strumenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia per la determinazione dei rapporti isotopici di bio-elementi». Questo dovrebbe consentire di ricostruire con una certa attendibilità la tracciabilità del prodotto, individuando quelli che vengono da altre aree, e di conseguenza le eventuali sofisticazioni commerciali. «Presto dovremo poi definire tutti insieme le iniziative che proporremo a livello locale – aggiunge il neo presidente - da qui alla fine dell’anno».


Attento a quello che potrebbero essere gli sviluppi futuri della legge del 2018 sui Distretti del cibo Palatipico guarda intanto con attenzione verso est, ovvero a Villa Sorra. «L’obiettivo – spiega Corsini - è la nascita di un punto di aggregazione per formare tecnici sempre più preparati per l’agroalimentare del futuro». Un luogo dove studiare tecnologie e nuove tecniche produttive per consumare meno prodotti chimici e meno risorse, ma anche le tendenze della cucina contemporanea. Il tutto in collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Castelfranco Emilia, realtà in grande crescita, e l’Università: una specie di Centro polifunzionale e anche una vetrina di eccellenza del territorio con tanto di Museo dell’agroalimentare. Sono state impegnate importanti risorse per rilanciare questo luogo, 8 milioni di euro.

Per il primo stralcio 5 milioni già disponibili: 3 sono stati stanziati dalla Regione Emilia-Romagna attraverso fondi europei, uno arriverà dalla Fondazione di Modena per risistemare edificio e aree verdi circostanti e uno dai quattro Comuni proprietari, Castelfranco Emilia, Nonantola, Modena e San Cesario. È stato contattato anche Massimo Bottura nell’ambito di questo progetto.

Si prevedono tre anni di lavori. «Si metterà in sicurezza prima la Villa – conclude Corsini - e poi si partirà dalla limonaia. Sarà il punto d’incontro di tutti i Consorzi». In passato un possibile ruolo di vetrina dell’agroalimentare modenese era stato accostato all’area ex Civ&Civ di via Polonia, in zona Sacca. Il precedente presidente di Palatipico srl, Pierluigi Sciolette, è stato d’altronde numero uno di questa azienda per 22 anni e per decenni presidente del Consorzio del Lambrusco. Da qualche tempo, conferma Corsini, su questo progetto non ci sono novità. —

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