«La ricetta vincente di Modena è unire la tradizione e il futuro»

L’intervento del sindaco Muzzarelli sulle sfide dell’agroalimentare «A distinguerci nella competizione internazionale è la qualità»

MODENA Nell’Alfabeto del futuro alla lettera T ci saranno ancora i tortellini. Rigorosamente in brodo.
Non è solo una battuta. Per “La rivoluzione del cibo” a cui è dedicato l’appuntamento modenese della rassegna sull’Alfabeto del futuro, infatti, vale la regola delle nostre rezdore: la sfida dell’innovazione si affronta con lo sguardo rivolto al domani, ma con le radici ben piantate nella tradizione. Che poi, lo sappiamo bene, è anche una delle chiavi del successo del più grande chef del mondo. Non a caso un modenese, il nostro Massimo Bottura.


È una lezione che ci serve anche oggi, in questo tempo difficile dove stiamo lavorando per una ripartenza che si deve sviluppare in convivenza con il virus, in sicurezza.
Modena può vantare produzioni agroalimentari di assoluta eccellenza e un settore economico di filiera capace di innovazione all’insegna della qualità, che è l’elemento che ci distingue nella competizione internazionale.
Possiamo contare poi su di una rete di associazioni e consorzi di tutela sempre più abituati a lavorare in collaborazione e in sinergia, anche per “difendere” i nostri gioielli dai continui tentativi di imitazione e contraffazione.


Ma abbiamo sviluppato negli anni anche circuiti che sono entrati a tutti gli effetti nei percorsi turistici del territorio (dalle acetaie alle cantine, dai caseifici all’agriturismo), insieme ai tanti ristoranti di qualità che fanno di Modena una meta privilegiata per chi vuole ammirare un museo o una mostra, fare un viaggio nei tesori del Romanico del sito Unesco, emozionarsi per un’auto da mito o per la suggestione del belcanto, ma insieme gustarsi anche qualcosa di memorabile.


Dopo l’anno dei record, con oltre 700 mila turisti (più di 200 mila erano stranieri), la pandemia a un certo punto ha praticamente azzerato gli arrivi. Ma non siamo ripartiti da zero. E i risultati si vedono già in questi giorni: dalla presentazione della Maserati al Festivalfilosofia, passando per mostre, fiere e Modena Smart Life a fine mese.
Siamo ripartiti dall’esperienza consolidata di un metodo di lavoro che coinvolge tutti gli operatori del settore, con un’attenzione particolare proprio all’enogastronomia come elemento trasversale di ogni iniziativa, per un territorio che, con un’immagine che tiene insieme innovazione e tradizione, è stato sintetizzato in “slow food and fast car”. —


* SINDACO DI MODENA

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