«Intesa Sanpaolo sceglie nuovi criteri di rating e di sostegno all’export»

Intervista al direttore regionale Cristina Balbo "L’evoluzione dei mercati e i mutamenti così rapidi richiedono di favorire innovazione e sostenibilità"

MODENA Padovana, 54 anni, Cristina Balbo è la prima donna che ha raggiunto l’incarico di direttore regionale in Intesa Sanpaolo: dopo sei anni alla guida della Direzione Regionale Nord Ovest, dal gennaio scorso è al vertice delle regioni Emilia-Romagna e Marche nel più importante istituto di credito nazionale.

E ha già avuto l’opportunità di conoscere la realtà emiliano romagnola, e modenese in particolare, con le peculiarità che la contraddistinguono: «Un territorio - dice Cristina Balbo - che ha un peso primario nell’economia nazionale con una presenza fondamentale nell’ambito dell’export e per l’agroalimentare con una quantità di Dop e Igp che tutti conosciamo. Noi, come Intesa Sanpaolo, ci occupiamo da tanti anni dei distretti produttivi e Modena su questo piano si è sempre distinta anche perché meccanica, packaging, macchine agricole sono complementari al settore agroalimentare».


Settori che si sono trovati alle prese con lo tsunami Covid-19. Che ruolo ha giocato Intesa?
«Ci siamo attivati immediatamente, all’inizio proponendo soluzioni costruite dalla banca e a seguire mettendo a terra più velocemente possibile gli strumenti previsti dal Decreto Liquidità. Nei primi otto mesi dell’anno abbiamo erogato 2,2 miliardi di euro di nuovo credito alle imprese dell’Emilia-Romagna. Alcuni comparti si sono dimostrati più resilienti e tra questi c’è l’agroalimentare. Anche sul fronte delle esportazioni, i distretti agroalimentari dell’Emilia-Romagna hanno fatto segnare una buona crescita complessiva, seppure i salumi del modenese abbiano registrato una contrazione dell’export».


Analizziamo il rapporto della banca con un settore così importante.
«Con l’evoluzione così rapida dei mercati e i tanti fattori di incertezza in ambito nazionale e internazionale, è evidente l’esigenza di strumenti facilmente accessibili, efficaci e immediati a disposizione del sistema produttivo. Per questo l’erogazione del credito è caratterizzata da una continua evoluzione».


Entriamo nel dettaglio.
«Gli stessi criteri di rating stanno cambiando e, per esempio, la capacità di innovare e fare rete diventa determinante nelle valutazioni. L’ulteriore plafond da 10 miliardi che destiniamo al nostro Programma Filiere, che consente alle piccole imprese di ottenere un più conveniente accesso al credito, è il segno tangibile della nostra fiducia nella ripresa».


Non solo innovazione.
«L’innovazione è basilare ma un altro fattore decisivo è la sostenibilità. Nessuno potrà più permettersi il lusso di non occuparsi dell’impatto ambientale dell’attività produttiva e di non puntare sull’economia circolare. Intesa ha recentemente rafforzato il proprio impegno a favore delle piccole e medie imprese con una nuova soluzione per il credito denominata Sustainability Loan con un plafond di 2 miliardi». —

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