Modena Aceto Balsamico Dop e Igp «Il nostro oro nero si prepara al futuro»

I presidenti del consorzi confermano i segnali di ripresa del mercato ma chiedono aiuto al governo: «Tante aziende in crisi per il lockdown Un grande progetto per trasformare Villa Sorra in vetrina delle eccellenze enogastronomiche modenesi

MODENA  Il Consorzio di Tutela dell'Aceto Balsamico di Modena IGP riaccende i motori e riapre le sue Acetaie il 27 settembre prossimo. Nel 2019 aveva realizzato numeri importanti e anche l'avvio del 2020 aveva confermato la tendenza positiva, che del resto era consolidata da alcuni anni.

«Ma con il lockdown chi vendeva alla grande distribuzione ha continuato ad andare avanti, mentre tante aziende che puntavano sulla qualità medio-alta e sul consumo fuori casa hanno addirittura dovuto chiudere per mesi. E nessuno - spiega il presidente Mariangela Grosoli - ci ha dato una mano, anche se il nostro settore non ha mai chiesto niente. I dati più recenti dicono che per fortuna si nota una leggera ripresa dopo il rientro dalle ferie, ma visto che esportiamo il 92% dei nostri prodotti in 120 Paesi del mondo, è da tenere sotto osservazione la situazione di alcune realtà dove la pandemia si è riacutizzata e che sono di nuovo in difficoltà».


Fondato nel 1993 (l’IGP è del 2009) il Consorzio ha 51 aziende associate e rappresenta il 80% della produzione certificata annua di Aceto Balsamico di Modena IGP, 96 milioni di litri nel 2019, per un valore del fatturato alla produzione stimato in oltre 390 milioni di euro e al consumo vicino al miliardo.


«Il Consorzio - spiega Grosoli - individualmente e con altri Consorzi di tutela, ha avanzato richieste a tutte le istituzioni di strumenti a sostegno del settore e delle aziende in stato di crisi. D’altronde sono le piccole e medie imprese che tengono alta l’immagine dell’Aceto Balsamico di Modena. E non solo attraverso la tutela della tradizione. L’oro nero può tranquillamente accettare la sfida del futuro, dei nuovi stili di alimentazione e di vita, avvicinare consumatori più giovani per nuovi utilizzi. Dopo la pandemia – conclude - torneremo con altri modi e altri numeri a pensare al turismo eno-gastronomico».


Anche Enrico Corsini, presidente del Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, recentemente nominato presidente di Palatipico, conferma che c’è qualche segnale positivo e si stanno infatti iniziando a rivedere anche alcuni stranieri. «Certo, nell’imbottigliamento siamo sotto del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – spiega – ma il mese di settembre sta portando qualche soddisfazione in più e pensiamo che si possa arrivare ad un buon recupero da qui alla fine dell’anno. Si tenga conto che al nostro Consorzio aderiscono soprattutto aziende piccole, poche sono di grandi dimensioni, e che la stragrande maggioranza del prodotto finisce all’estero, Usa, Germania e Giappone soprattutto».


Anche Corsini ribadisce la necessità di sostenere il settore «in particolare quel 30-40% di imprese che durante il lockdown hanno visto crollare il fatturato e hanno il problema di mantenere i livelli di occupazione diretta e dell’indotto. Per loro abbiamo chiesto sostegni economici (un milione di euro a fondo perduto, ndr) e anche se ancora non abbiamo avuto risposte, confidiamo che prima o poi arrivino».


Così come il Consorzio presieduto da Grosoli, anche il sodalizio presieduto da Corsini svolge un’azione di promozione, tutela e garanzia di osservanza del Disciplinare di produzione di questa eccellenza eno-gastronomica, a livello comunitario e non solo. E a quanto pare, lo conferma anche il presidente Enrico Corsini, si stanno muovendo le cose per ciò che riguarda Villa Sorra, per la quale il progetto di recupero già finanziato è al via: potrebbe diventare la vetrina delle eccellenze enogastronomiche modenesi, uno spazio multidisciplinare con tanto di ristorante gestito dall’Istituto Spallanzani di Castelfranco. —

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