Banca Generali archivia l'anno con utili per 180 milioni

Il risultato è in flessione rispetto al 2017. Proposta una cedola di 1,25 euro

TRIESTE - L'utile netto di Banca Generali nel quarto trimestre si è attestato a 44,3 milioni, in calo del 22% rispetto ai 56,8 milioni dello scorso esercizio.

Il confronto - spiega la banca - è influenzato dalla "straordinaria volatilità dei mercati finanziari degli ultimi mesì, che ha limitato le commissioni di performance (2 milioni contro 32,3 milioni nel quarto trimestre 2017)".

Nel trimestre si sono poi registrate poste straordinarie per 5,3 milioni dovute a costi e accantonamenti, controbilanciate dalla nuova impostazione contabile sugli incentivi ordinari.

I ricavi ricorrenti hanno beneficiato della ripresa del margine d'interesse (15,7 milioni, +9,8%) e delle commissioni lorde ricorrenti (173 milioni) grazie alle iniziative avviate nella diversificazione dei ricavi.

Tornando nello specifico ai conti dell'intero esercizio 2018, il margine di intermediazione è pari a 449,4 milioni (-0,1% sul 2017 e -4,6% su basi omogenee).

Il margine finanziario è salito del 5,8% a 84,1 milioni, di cui 60 milioni derivanti dal margine d'interesse (-2,4%).

Il livello di liquidità ha toccato "nuovi picchi", pari a 1,5 miliardi alla fine del 2018, di cui 1 miliardo depositato in Bce.

"Il riassorbimento dell'elevata posizione di liquidità è iniziato subito col nuovo anno sebbene mantenendo il tradizionale approccio prudente negli investiment", sottolinea il comunicato.

Nel corso del 2019, inoltre, scadranno 1,3 miliardi di titoli di Stato italiani "generando nuove opportunità di investimento".

Le commissioni lorde si sono avvantaggiate della crescita dell'8% delle commissioni di gestione a 634 milioni e del 18% delle commissioni bancarie e d'ingresso a 69 milioni.

Le commissioni variabili, invece, si sono più che dimezzate rispetto all'anno prima, scendendo del 66% a 38,6 milioni, risentendo dell'andamento dei mercati. Sui costi operativi, pari a 196,6 milioni (+4,6%), 7,1 milioni sono di natura straordinaria per le operazioni di crescita esterna, il trasferimento degli uffici amministrativi a Milano nella 'Torre Hadid', lo sviluppo di progetti strategici e i contributi addizionali al Fondo di Risoluzione Nazionale per i salvataggi bancari.

Al netto di queste voci straordinarie, i costi operativi sarebbero risultati pressochè invariati (+0,9%).

Le rettifiche di valore nette sono pari a 7,3 milioni (5,4 milioni nel 2017) riferibili perlopiù a rettifiche collettive nella valutazione del portafoglio titoli della banca sulla base del nuovo principio contabile Ifrs 9.

Le rettifiche si riferiscono in particolare al portafoglio di titoli di Stato italiani.

Gli indici patrimoniali al 31 dicembre si confermano "su livelli di eccellenza nonostante l'esposizione alle dinamiche del debito sovrano": il Cet 1 ratio si attesta al 17,5% e il Total Capital ratio al 19% con un'eccedenza di capitale rispetto ai requisiti regolamentari pari a 311 milioni.

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