In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Biennale Architettura: a Demas Nwoko il Leone d’Oro alla carriera

La cerimonia di premiazione (e l’inaugurazione) si terrà sabato 20 maggio a Ca’ Giustinian a Venezia

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Creato da

È stato attribuito a Demas Nwoko, artista, designer e architetto nigeriano, il Leone d’Oro alla carriera della 18esima Mostra Internazionale Architettura della Biennale di Venezia dal titolo «The Laboratory of the Future» (20 maggio - 26 novembre 2023).

La decisione è stata approvata cda della Biennale presieduto da Roberto Cicutto, su proposta della Curatrice della diciottesima Mostra, Lesley Lokko. La cerimonia di premiazione dell'88enne Nwoko e l’inaugurazione della Biennale Architettura 2023 si terrà sabato 20 maggio a Ca’ Giustinian. Un’esposizione del lavoro dell'architetto nigeriano sarà allestita nel Padiglione Stirling ai Giardini, accanto al Progetto Padiglione del Libro de «Il Laboratorio del Futuro».

Nella Biennale Architettura che porrà molta enfasi sul futuro e darà ampio spazio all’Africa, la curatrice Lesley Lokko, nella motivazione del premio, ritiene del tutto appropriato che «il Leone d'Oro alla carriera venga assegnato a chi ha al suo attivo una produzione di opere materiali che coprono gli ultimi settanta anni, ma la cui eredità immateriale - approccio, idee, etica - è ancora in via di valutazione, comprensione, celebrazione».

«Il profondo desiderio di fondere e sintetizzare piuttosto che di spazzare via ha caratterizzato il lavoro di Nwoko per oltre cinquant'anni - spiega Lokko - Nwoko è stato uno dei primi creativi nigeriani dello spazio e della forma a criticare la dipendenza della Nigeria dall'Occidente per i materiali e i beni importati, oltre che per le idee, ed è sempre rimasto impegnato nell'utilizzo delle risorse locali».

Chi è Demas Nwoko
Demas Nwoko è tutto in una sola volta: architetto, scultore, designer, scrittore, scenografo, critico e storico. Quando viene interpellato, si riferisce a se stesso come a un «artista-designer», il che dice molto sia della natura poliglotta dei suoi talenti e delle sue opere, sia dell'interpretazione piuttosto ristretta della parola «architetto» che ha probabilmente tenuto il suo nome fuori dagli annali. Figlio di un tradizionale Obi (sovrano), è nato nel 1935 a Idumuje-Ugboko, nel sud della Nigeria. Le sue prime incursioni nella pittura, nel disegno e nell'intaglio presso la scuola secondaria di Benin City lo hanno spinto poi a studiare architettura al Nigerian College of Arts, Science and Technology di Zaria. La scoperta che il corso si concentrava più sulle capacità di disegno tecnico che sulla immaginazione creativa, gli ha fatto cambiare rotta per applicarsi allo studio delle belle arti. È stato uno dei membri fondatori della Zaria Art Society - con Yusuf Grillo, Bruce Onobrakpeya, Uche Okeke e Simon Okeke, gruppo noto anche come «Zaria Rebels», interessati a una miscela di modernità ed estetica africana come linguaggio autentico che rifletteva il crescente spirito di indipendenza politica negli anni Quaranta e Cinquanta. Sebbene siano relativamente pochi, gli edifici di Nwoko in Nigeria svolgono due ruoli fondamentali. Spiega Lokko nella motivazione del premio: «Sono i precursori delle forme di espressione sostenibili, attente alle risorse e culturalmente autentiche, che stanno attraversando il continente africano - e il mondo - e puntano verso il futuro, un risultato non da poco per chi è ancora in gran parte sconosciuto, anche a casa». Nel 1977, a proposito del primo lavoro commissionato a Nwoko per la costruzione del complesso per l’Istituto Domenicano di Ibadan, il critico di architettura Noel Moffett scriveva: «Qui, sotto un sole tropicale, architettura e scultura si combinano in un modo che forse solo Gaudí, tra gli architetti, è stato in grado di fare in modo convincente».

I commenti dei lettori