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La rivista Isonzo-Soca mette in linea quattromila pagine di storia locale

La rivista transfrontaliera giovedì alle 18.20 presenta al Trgovski dom il nuovo portale internet: saranno ora consultabili in formato pdf tutti i numeri a partire dal maggio-giugno 1989

Stefano Bizzi
2 minuti di lettura

GORIZIA Era di 2.500 lire per l’Italia e di 10 mila dinari per l’allora Jugoslavia il prezzo di copertina del primo numero della rivista Isonzo-Soca. L’adozione della moneta unica era ancora lontana, mentre il muro di Berlino sarebbe caduto solo alcuni mesi più tardi, ma il giornale diretto da Dario Stasi aveva già abbattuto la frontiera tra Est e Ovest e unificato le due Gorizie. Da quel numero del maggio-giugno 1989 il mondo è cambiato, così come sono cambiati i rapporti tra Gorizia e Nova Gorica. Ecco allora che le oltre 4 mila pagine relative ai 94 numeri usciti tra quel 1989 e il 2012 costituiscono uno spaccato di storia locale. Verranno messe in linea in formato pdf sul nuovo sito internet della rivista e saranno a disposizione di chiunque.

La presentazione del rinnovato portale web è in programma domani alle 18.30 nella saletta del Trgovski dom di corso Verdi. Nell’occasione verrà anche ricordata la prima importante iniziativa pubblica di Isonzo-Soca: la posa della lapide dedicata ai Tolminotti in piazza Vittoria. Quella giornata di esattamente 30 anni fa, sarà rivissuta attraverso la proiezione di un breve filmato girato in occasione dell’inaugurazione.

Nel corso dell’incontro, verrà inoltre presentato il progetto “Passaggio a Nordest”, riguardante la valorizzazione culturale e la collaborazione fra Gorizia e Nova Gorica, anche in vista dell’appuntamento del 2025 con la Capitale europea della Cultura.

«In presenza di questa nuova realtà - osserva Stasi - oggi è possibile guardare al nostro territorio, alla sua geografia e alla sua storia, con occhi diversi rispetto a pochi anni fa, quando tutto finiva sui cippi, sulle reti e sulle sbarre del confine; quando la contrapposizione con la Jugoslavia prima e con la Slovenia poi toccava vette altissime di incomunicabilità».

«Oggi - prosegue il direttore di Isonzo-Soca - riscopriamo la storia antica e ricchissima di questo nostro territorio, insieme al dato geografico, a lungo sottovalutato, che nei 40 o 50 chilometri da Aquileia e Gorizia-Nova Gorica alla larga valle del Vipacco, il romano Frigidus, fino al passo Ad Pirum e al monte Nanos, rappresenta il contatto naturale, millenario, “strategico”, fra la penisola italiana e l’Europa orientale e balcanica».

Per fare degli esempio, Stasi snocciola dati storici e passaggi di popoli, eserciti, personaggi famosi, mercanti, pellegrini, predoni e le tracce che hanno lasciato sul territorio: cita gli Argonauti, Giasone e il Vello d’Oro, la Via dell’Ambra tra il Baltico e Aquileia e la Via Gemina tra Lubiana e la stessa Aquileia, la Battaglia della Bora, i passaggi di Attila, Odoacre e Teodorico, i Longobardi e Alboino, gli Avari e gli Ungari, i crociati e i pellegrini, i turchi, le Guerre Gradiscane e molto altro ancora, senza dimenticare il Novecento. Sul Secolo breve evidenzia: «Si sono concentrate e acuite tutte le tensioni e i conflitti che hanno attraversato l’Europa e hanno determinato il tracciato dell’attuale confine: Prima guerra mondiale, fascismo e nazismo, Seconda guerra mondiale, comunismo, Guerra fredda. La storia del Novecento ha oscurato l’altra nostra storia. Per valorizzare culturalmente e turisticamente questa “altra nostra storia” e naturalmente la storia del Novecento, proponiamo quindi la costruzione di un’altana metallica sul Calvario, nella zona del Naso, da cui lo sguardo può spaziare dal campanile di Aquileia fino ai passi Ad Pirum e Razdrto, i più bassi e facilmente transitabili di tutto l’arco alpino».

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