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Il tastierista monfalconese Rigano: «Con Gianna Nannini al Rossetti di Trieste»

Il 22 novembre accompagnerà la cantante a Trieste con la band al completo. «Non vedo l’ora di suonare di nuovo vicino a casa»

Elisa Russo
2 minuti di lettura

MONFALCONE Il monfalconese Christian “Noochie” Rigano sarà sul palco del “Gianna Nannini in Teatro Tour 2022”, che fa tappa al Politeama Rossetti il 22 novembre. Non è nuova la collaborazione del tastierista con la Gianna nazionale: durante la pandemia, infatti, appena era stato possibile riprendere i live seppur in forma ridotta, la cantante toscana aveva voluto con sé Rigano per una serie di speciali concerti in duo. «È stato particolarmente bello – ricorda “Noochie” – arrivavamo da un periodo di clausura, io non suonavo da gennaio 2020, è stato esaltante riprendere in una situazione da solo con lei, ha l’energia di una ragazzina, è genuina, forte, vulcanica».

Nato a Gorizia nel 1975, Christian Rigano è figlio d’arte: suo papà Riccardo suonava il basso e cantava con Bruno Martino. Suona il pianoforte ed è considerato un autentico fuoriclasse delle tastiere e dei synth digitali; in questi anni è stato al fianco, in studio e live, dei big della musica italiana.

Tutto comincia con Elisa?

«Un po’ prima. Ho frequentato il Tartini, ma presto mi sono perso nel rock’n’roll. Per circa un anno ho sostituito il tastierista storico Marco Ballaben nella Witz Orchestra di Trieste, le prime esperienze importanti le ho fatte con loro, come suonare davanti al Duomo di Milano (c’erano anche Elio e le Storie Tese). Poi arriva la mia band So Fucking What con Max Gelsi al basso, Andrea Fontana alla batteria, Michele Poletto alla voce».

Adorata da Elisa, tanto che poi diventate la sua band?

«Ci siamo conosciuti al Duff di Terzo d’Aquileia, lei veniva a vederci, cantava già ed era presa bene da noi, quindi appena ha avuto contatti importanti ci ha coinvolti, perché ci vedeva come quelli fighi (so che oggi può far ridere!)».

Fu lei ad accompagnarla alla prima audizione?

«Abbiamo fatto assieme, piano e voce, nella vecchia sede della Sugar, il provino dalla Caselli che l’ha portata a firmare il contratto discografico. Ed è decollata».

Fino a quando avete collaborato?

«Non ci siamo mai lasciati, ho fatto il primo tour, ci siamo riuniti nel 2003 per l’album “Lotus”, “Pearl Days” nel 2004, “L’anima vola” nel 2013, “On” nel 2016. Siamo sempre in contatto, spesso passiamo le feste assieme».

La sua carriera da lì come si sviluppa?

«Nei primi 2000 ho conosciuto Michele Canova, produttore storico di Tiziano Ferro e tanti altri (Ramazzotti, Carboni, Pravo, Renga, Jovanotti, Samuel, Antonacci, Giorgia, Morandi, Celentano, Pezzali…) ci siamo trovati bene e mi ha coinvolto con Ferro, nel primo tour e nei tre album successivi. La collaborazione è diventata una costante, per un periodo ho preso casa a Milano, per seguire la mole di lavoro di registrazione in studio, e ho cominciato a lavorare con Pezzali, Carboni, Antonacci, Ramazzotti, Jovanotti. Con Lorenzo ho fatto tutti i tour dal 2005 fino al Jova Beach quest’estate; lavoriamo anche sull’aspetto compositivo e in studio».

È anche autore?

«Non così prolifico, ma ho scritto diversi brani con Jovanotti, con Carboni, “Vedrai” di Samuel (Sanremo 2017)».

E la Nannini?

«Nel 2009 il suo chitarrista Davide Tagliapietra, direttore musicale dei live, mi ha coinvolto come tastierista del tour “Giannadream”. Poi ci siamo persi per un po’, finché nel mezzo della pandemia, Gianna mi ha chiesto se fossi disponibile per un tour estivo in duo, solo io e lei. Siamo stati anche a Dubai per l’Expo a marzo di quest’anno, nel padiglione dell’Italia. Al Rossetti saremo con la band al completo, non suono vicino a casa da tanto, non vedo l’ora».

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