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Lutto nel mondo della cultura Fvg: morto Walter Liva, ideatore del Centro di ricerca della fotografia di Spilimbergo

Aveva 70 anni

Guglielmo Zisa
2 minuti di lettura

SPILIMPERGO Il mondo della cultura del Friuli Venezia Giulia è in lutto: è morto, improvvisamente, all'età di 70 anni (li aveva compiuti lo scorso 23 ottobre) Walter Liva, ideatore e storico coordinatore del Craf, il Centro di ricerca ed archiviazione della fotografia di Spilimbergo.

Spilimberghese doc, classe 1952, dopo gli studi in agraria all'istituto superiore Paolino d'Aquileia a Cividale del Friuli e un inizio di carriera da sindacalista, a lui si deve nel lontano 1987, con il coinvolgimento dell'Ises (Istituto per lo Sviluppo economico dello Spilimberghese), il progetto “Spilimbergo Fotografia” per la valorizzazione del patrimonio culturale esistente e il recupero di una forte identità locale, utilizzando la “fortunata” eredità artistica del Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia, sorto a Spilimbergo negli anni Cinquanta, e composto da Aldo Beltrame, Carlo Bevilacqua, Gianni e Giuliano Borghesan, Toni del Tin, Fulvio Roiter e Italo Zannier. Proprio dall'esperienza neorealista del Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia nacque "Friuli Fotografia" che, dal 1989, diventò "Spilimbergo Fotografia", designazione poi identificativa della rassegna espositiva leader del Craf.

Nel corso dei primi anni di attività, tra il 1987 e il 1993, numerosi convegni, workshop, corsi post diploma contribuiscono a consolidare la liaison “Spilimbergo – Fotografia”. "A Walter Liva si devono, proprio in quegli anni memorabili, la rassegna “Andar per Mostre”, ben trecento esposizioni di giovani fotografi del Friuli e d'Oltralpe, l'organizzazione e la direzione di corsi e workshop e laboratori per oltre 4 mila studenti provenienti da tutto il mondo” come ricorda l'amico Gianfranco Ellero, intellettuale ed esponente di punta del mondo friulanista “e, nel 1992, al Convegno Nazionale di Prato su Archivi e Fototeche, il professor Fabrizio Cementano dell'Ucla lo definì una “voce di speranza per la fotografia italiana””.

Nel 1997 Liva è stato direttore e curatore per il Solomon R. Guggehnheim Museum di New York del progetto “Apprendere con la Fotografia – uno scambio culturale” destinato ai bambini delle scuole elementari di New York e del Friuli.

Moltissimi sono stati poi gli archivi fotografici da lui recuperati: fra questi, in collaborazione con Cornell Capa, gli inediti di André Ketesz realizzati a Gorizia all'alba della Prima guerra mondiale, che si credevano perduti. Dall'Università di Berna ha acquistato le riproduzioni delle fotografie realizzate in Friuli e in Istria da Paul Scheuermerie nel 1922, aprendo così il Craf alla fotografia dei linguisti. Importante è stato anche il recupero dell'archivio fotografico dello scrittore Giovanni Guareschi, catalogato dalla Regione Emilia Romagna, per non parlare dell'archivio fotografico del Bauhaus.

Tra il 1987 ed il 2008, Liva ha ideato e realizzato oltre 400 “grandi mostre”, fra Praga, Buenos Aires, il Giappone, Orleans, New York, San Pietroburgo e Mosca, solo per citarne alcune e alcune “prime mondiali” assolute come le mostre Lakota Sioux, La fotografia di moda negli anni Trenta a Berlino o quella dell'Archivio di Stato maggiore dell'Esercito italiano della Prima guerra mondiale.

Tra il 1994 e il 2000 ha ideato e realizzato una serie di campagne fotografiche sulla regione Friuli Venezia Giulia e su singole città, coinvolgendo illustri fotografi italiani e stranieri. Ha inoltre partecipato alla ideazione e realizzazione di oltre un settantina di libri e cataloghi ed ottenuto per il Craf l'affidamento di diversi importanti archivi.

Quindi dopo una carriera lunga e piena di successi, nell'ottobre del 2019 il raggiungimento dell'età della pensione. Nelle prossime ore si conoscerà la data dei funerali.

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