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A Cattinara un doppio ok dalla Joint commission Usa

Rinnovato l’accreditamento di qualità, il primo in Italia con i nuovi criteri più rigidi La “stella” si estende all’Università per la didattica medica e per la ricerca

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Promozione di livello internazionale per l’Azienda ospedaliera di Trieste che ha ottenuto per la seconda volta il rinnovo dell’accreditamento con la Joint commission statunitense ma di grado allargato e superiore: l’accreditamento questa volta riguarda anche l’Università, la didattica e la ricerca in campo medico, ed essendo state superate tutte le prove in cinque giorni di salassanti interrogatori da parte dell’équipe inquirente l’ospedale di Cattinara è stato elevato allo standard di “Academical medical center hospital”, un’etichetta non solo formale ma che anche all’estero è in grado di segnalare il traguardo di qualità.

In più Trieste è il primo ospedale italiano che si accredita con i nuovi e più stringenti criteri varati dalla commissione Usa il 1.o aprile 2014, «tutti tesi a migliorare ancora la sicurezza del paziente, la correttezza dei processi, la qualità delle cure, la esatta rendicontazione di ogni atto sanitario» dice il manager Francesco Cobello che avendo ereditato la prima “stella” Jc da Franco Zigrino (ottenuta nel 2008 fra i primi ospedali pubblici italiani) è riuscito a conservarla nel 2011 e ad accrescerla ora nell’arco del triennio di durata.

«In cinque giorni - prosegue Cobello - la coordinatrice del gruppo, una dottoressa universitaria di New York, e la sua équipe formata fra l’altro da una ingegnere di nazionalità turca e da una dottoressa che è a capo del Servizio qualità dell’ospedale di Copenaghen che conta 10 mila dipendenti, ci hanno rivoltati come un calzino. Dopo il “briefing” di prima mattina giravano per tutti i reparti fino a sera interpellando liberamente e a sorpresa chiunque incontravano, dai medici, agli infermieri, ai dirigenti, al personale che fa le pulizie, a tutti chiedendo di saper dire gli esatti comportamenti, protocolli e obblighi specifici in campo sanitario, tecnico, amministrativo, col paziente, con la sicurezza, credo avranno valutato circa 400 dipendenti e visto non so quante cartelle cliniche». Assistiti da cinque interpreti, perché le risposte devono essere esatte.

Promozione, dunque, che sarà comunicata anche in via formale, e con una raccomandazione allegata, di migliorare i “report” interni sui vari processi di cura. «Una soddisfazione enorme - conclude Cobello -, anche per la compagine formidabile che in ospedale ha collaborato al risultato: il comparto, i medici e anche, stavolta, gli studenti universitari».

«I requisiti nuovi erano ancora più difficili da raggiungere specie su qualità e sicurezza nei confronti del paziente, ma è una soddisfazione enorme che sia stata accreditata anche l’Università, ci hanno fatto i complimenti per la didattica medica e infermieristica e per la ricerca medica definendoci un modello di ospedale - è il commento di Roberto Di Lenarda, direttore di Odontostomatologia e, in Università, del Dipartimento di Scienze mediche -, dietro questo ottimo risultato ci sono mesi di intenso lavoro per acquisire i parametri della Joint commission statunitense “traducendoli” a volte nella nostra legislazione, che non è quella americana». Sotto torchio anche gli specializzandi, «si cominciava alle 7 del mattino e si terminava la giornata alle 18 - sospira Di Lenarda -, però tutti hanno creduto nell’operazione e hanno dato l’anima per il risultato. Le note della commissione di valutazione relative alle aree di possibile miglioramento ci saranno molto utili nel processo di ulteriore crescita che ci impegniamo a portare avanti nei prossimi mesi».

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