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Cormons, Quarin a rischio elettrosmog

Alti i valori registrati dall’Arpa nell’area del castello dove esistono ripetitori radio. Sconsigliata una permanenza superiore alle 4 ore

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CORMONS. «C'è un'anomalia piuttosto importante». Le parole dell'assessore all'Ambiente Lucia Toros descrivono bene la preoccupazione del Comune riguardo i rilievi effettuati dall'Arpa sullo sforamento dei limiti di inquinamento elettromagnetico registrati nell'area del Castello sul Quarin. I dati infatti parlano di valori relativi al campo elettrico superiori alla norma, e questo ha fatto scattare l'allarme a Palazzo Locatelli, che ha immediatamente emanato una determina (la numero 404) nella quale si spiega che, «a seguito delle verifiche sui valori di campo elettrico effettuate sull'area del Castello, risulta necessario apporre due cartelli all'inizio delle strade di accesso recanti informazioni sull'esposizione ai campi elettromagnetici e sconsiglianti la permanenza nel sito per oltre quattro ore».

Parole chiare e inequivocabili che dunque consigliano all'utente di non sostare in quell'area troppo a lungo, onde evitare l'esposizione prolungata all'inquinamento elettromagnetico rilevato. Peccato che l'area citata sia considerata di interesse turistico e culturale e proprio per questo il Comune chiede sia fatta chiarezza al più presto. Nodo del contendere infatti sono alcuni ripetitori radio presenti sulla cima del monte. «Il posizionamento di quei cartelli sarà momentaneo - chiarisce la Toros - in attesa che l'Arpa convochi in contraddittorio i responsabili della gestione delle antenne incriminate: si svolgerà un esame più approfondito della situazione rilevando nuovamente i dati dei valori di campo elettrico, e solo in quel momento si potrà scoprire se a essere colpevoli delle anomalie sono quei ripetitori o meno. Nel caso in cui lo fossero, ne va da sè che la situazione andrà sanata in qualche modo».

Come lo spiega in modo netto il sindaco Luciano Patat: «È molto semplice: se il problema sono quelle antenne radio, allora o va diminuita in modo consistente la loro potenza, oppure vanno spente. Non vogliamo che, nel caso fosse accertato che siano fonte di inquinamento elettromagnetico, possano inficiare sulla salute dei cittadini e dei turisti che visitano l'area: ci siamo impegnati molto in questi anni per valorizzare il sito, non possiamo certo permettere che possa essere un'area pericolosa».

Patat aggiunge: «Quei ripetitori sono antecedenti alla nuova regolamentazione in materia, che prevede il posizionamento di quelle antenne solo su luoghi pubblici, e non su aree private come in quel caso. Oggi per esempio quei ripetitori non potrebbero essere messi in quel sito: ma sono stati eretti diversi anni fa, quando la legislazione in merito era differente. Ci attiveremo per rendere l'area nuovamente del tutto sicura: al momento, però, in attesa che sia fatta piena luce sui motivi che hanno scatenato l'alterazione dei valori, siamo costretti a segnalare con dei cartelli come sia necessario non rimanere in quell'area per troppe ore».

Il caso-Castello scuote il presidente dell'associazione Fulcherio Ungrispach Gianni Felcaro, in prima linea da sempre per la valorizzazione del Quarin. Definirlo imbufalito su questa vicenda è poco: «Ma stiamo scherzando? Questa novità ci lascia basiti. Gli enti preposti non dovrebbero dare la possibilità di mantenere accese queste postazioni se sono causa di inquinamento in aree di interesse storico-culturale dall'importantissimo valore turistico per la città. Poi è davvero paradossale: a noi vengono fatte le pulci se vogliamo accendere delle luci o ci impediscono, anche giustamente, l'accensione di fuochi epifanici proprio per motivi di salute pubblica, e poi si dà il via libera ad altri soggetti che causano gravi problematiche alla comunità. Tutto ciò non è ammissibile: se la causa di queste anomalie sono i ripetitori radio, chiediamo fermamente che vengano tolti da quel posto. Nessuno tocchi l'area del Castello».

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