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I sindacati: consulenze e incarichi speciali dilatano la spesa

I sindacati dei dipendenti pubblici sono in fibrillazione e martedì 31 è previsto un confronto tra il sindaco Cosolini e le addirittura nove sigle che rappresentano i 2.600 dipendenti del Comune di...

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I sindacati dei dipendenti pubblici sono in fibrillazione e martedì 31 è previsto un confronto tra il sindaco Cosolini e le addirittura nove sigle che rappresentano i 2.600 dipendenti del Comune di Trieste. «Questa spending review non ci piace affatto anche se fortunatamente anche a noi risulta che gli stipendi non siano minimamente in pericolo - afferma Walter Giani segretario provinciale Cisl Funzione pubblica - ci sono due voci però che fanno crescere le spese del municipio e che noi più volte abbiamo tentato invano di contrastare. Riguardano in particolare le consulenze esterne che continuano a venir assegnate, mentre con un numero così ampio di dipendenti come i nostri, molti oltretutto laureati, forse non sarebbe impossibile trovare le competenze che servono. Ma vi sono poi anche le assegnazioni di posizioni organizzative. Sono incarichi che vengono dati a dipendenti interni però su base prettamente fiduciaria e che comportano aumenti di indennità e aggravi di spesa. E questi incarichi sono oggi la bellezza di 114. Chediamo che vengano stabiliti parametri oggettivi per queste nomine, che vengano esplicitati i criteri alla base di esse e che questi criteri siano trasparenti e possano venir analizzati. Sono essenzialmente le questioni che porremo al sindaco martedì prossimo - anticipa Giani - nella speranza che vengano poi ristabilite in modo compiuto e continuo quelle relazioni sindacali con l’amministrazione di cui ora non siamo granché soddisfatti».

«Sì stipendi per il momento salvi, ma possibili imminenti e gravi ripercussione anche per il personale - è il grido d’allarme di Rossana Giacaz, segretario provinciale Cgil Funzione pubblica - il meccanismo della spending review prevede una dolorosa riduzione degli organici: meno 20% dei dirigenti e neno 10% degli altri dipendenti oltre al pericolo della soppressione e riduzione di servizi per i cittadini. Sono stati duemila i Comuni che hanno manifestato a Roma. Noi come Cgil dopo la manifestazione di martedì conclusa in piazza Unità, domani mattina (stamattina, ndr.) dalle 10 alle 12 in largo Barriera faremo un volantinagio per sensibilizzare i triestini su una faccenda che rischia di penalizzare tutti i cittadini. Poi nella seconda settimana di settembre verrà proclamato uno sciopero generale».

Una situazione che si presenta quasi kafkiana in Friuli Venezia Giulia, «dove la Regione, i Comuni, le Aziende sanitarie hanno bilanci virtuosi. E invece di andare a esaminare i bilanci caso per caso o capitolo per capitolo - continua Giacaz - il governo Monti ha scelto la strada dei tagli lineari che finisce per penalizzare chi ha una situazione virtuosa o magari i tagli li ha già fatti per conto proprio. Martedì avremo il confronto con il sindaco Cosolini, ma abbiamo chiesto e contiamo di ottenere a breve anche un appuntamento con il governatore Renzo Tondo nella speranza che ci vengano scongiurate le prospettive più drammatiche». (s.m.)

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