Scoperta a Miramare Il castello rivela un misterioso tunnel

È venuto alla luce nel corso dei sopralluoghi “a mare” realizzati per dare avvio al restauro dei muri di sostegno

Un’eccezionale scoperta che svela nuovi segreti del castello di Miramare. Un segreto fino a oggi nascosto sotto l’acqua del mare, quel mare “protetto” che fa parte della Riserva marina gestita dal Wwf, che dunque nessuno può avvicinare. Lo ha fatto, con la Capitaneria di Porto, il Provveditorato Opere marittime e appunto con l’appoggio della Riserva, l’architetto della Soprintendenza Maurizio Anselmi, titolare della progettazione per il restauro dei muraglioni di sostegno dell’edificio costruito per Massimiliano d’Asburgo nel 1860 su progetto di Carl Junker.

Le pietre come si sa sono consumate dal tempo, dalle intemperie, dall’acqua e il finanziamento complessivo di 1,2 milioni arrivato dal ministero servirà in parte proprio per quest’opera di consolidamento, che - completati adesso gli ultimi rilievi - potrebbe aprire il cantiere dopo l’estate. Anselmi non solo ha fatto un sopralluogo tecnico e fotografico “dal mare”, ma si è anche immerso, e costeggiando il bordo del muraglione si è imbattuto in pietre così discostate da evidenziare un ampio foro al livello del mare.

Esplorando quella ignota cavità, Anselmi e Roberto Odorico della Riserva marina (che ne ha scattato le foto) hanno scoperto un tunnel di forma quadrata, una condotta in pietra, perfettamente conservata. E che probabilmente (ma non è certo) serve per raccogliere e disperdere le acque piovane del tetto. È l’unico corridoio misterioso? Chi lo sa. L’indagine però ha messo in luce, come riferisce Anselmi in una dettagliata relazione, che i basamenti del castello sono ancora solidissimi dopo 150 anni: «Un capolavoro, per le grandi dimensioni dei blocchi di arenaria, per i fori di drenaggio, i dettagli decorativi, che ha resistito fino a oggi». Il sopralluogo a mare è stato fatto nei giorni scorsi, e oltre a dare certezza sul fatto che promontorio e castello sono staticamente perfetti, ha anche messo a fuoco quanto è urgente restaurare: le pietre di copertura hanno perso il legamento di malta, che va ripristinato perché mare e pioggia non creino pericolose infiltrazioni. Sulla parte destra del muraglione (guardando dal mare), nel frontone che regge il pergolato lateriale del castello si sono staccate parti di muro di sostegno. I “buchi” saranno riempiti. «Adesso - dice Anselmi - abbiamo chiari problemi e soluzioni tecniche». Su indicazione del Wwf, i lavori cominceranno dopo l’estate, per non turbare l’ecosistema della Riserva marina.

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