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Palazzo Galatti Costi per il personale a quota 12 milioni

Cifra lievitata negli ultimi 4 anni per effetto dell’aumento dei dipendenti dell’ente Provincia di Trieste, passati da 220 a 274

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Lo sapevate che la Provincia, mentre si becca dell’ente inutile da destra a manca, ultimamente persino da Cosolini, incamera nel proprio budget oltre 8 milioni l’anno dalle tasse dei residenti per gestire le sue funzioni? E che, ancora, in quattro anni le sue spese di personale sono passate da 8,5 a 12 milioni, con un picco di quasi 13 nel 2009? Le risposte vengono a galla dal rendiconto 2011 di Palazzo Galatti, appena approvato a maggioranza in Consiglio provinciale con l’astensione delle opposizioni.

Il rendiconto

Il documento - certificato come sempre dal Collegio dei revisori dell’ente, reso pubblico stavolta a discussione politica in corso - custodisce in effetti informazioni pluriennali poco note e che ben s’incastrano nel dibattito attuale, tra accuse di scarsa produttività e difese d’ufficio da parte di chi gestisce gli enti sotto tiro.

Il personale

E a vedere certe cifre, tutto sommato, l’impressione è che la Provincia (di Trieste, nel nostro caso) non sia proprio una scatola vuota. Tra il 2007 e il 2008, ad esempio, le spese andate in stipendi sono schizzate da otto milioni e 637mila a 11 milioni e 719mila euro, hanno raggiunto il record storico nel 2009 con 12 milioni e 713mila euro per poi gradualmente rinculare fino ai 12 milioni e 13mila euro dell’anno scorso. Il motivo, dicono le statistiche del rendiconto, è stato un aumento più che sensibile dei dipendenti, saliti dai 220 del 2007 ai 274 dell’esercizio successivo. Un effetto riconducibile in buona parte al principio della devolution, che a quel tempo ha fatto traslocare le motorizzazioni dallo Stato alle province via regioni.

Le imposte

Altro capitolo importante su cui l’occhio cade - stavolta non in uscita bensì in entrata - sono le quote tributarie, la maggior parte delle quali indirette, veicolate cioè da multiutility e enti municipali. Nel rendiconto, infatti, si legge che l’11,36 per mille delle bollette sulla luce se lo prende proprio la Provincia - l’anno scorso da qui sono arrivati 3 milioni e 84mila euro - mentre il 5% delle tarsu comunali arriva per l’«imposta esercizio funzioni tutela protezione ambientale», e l’introito del 2011 nella fattispecie si è attestato a un milione e 850mila euro, il massimo dell’ultimo quinquennio. Diversamente (e meno bene) è andata con l’Ipt, l’Imposta provinciale di trascrizione, il cui 20% è destinato a Palazzo Galatti: nell’ultimo anno rendicontato da quest’imposta sono venuti tre milioni e 280mila euro, il minimo dal 2007, quando invece fu toccato il tetto con quattro milioni e 204mila euro. «La variazione - si legge - dipende dal numero di immatricolazioni e risente ovviamente della crisi economica in generale e dello specifico settore».

Gli investimenti

Una terza e ultima maxi-voce - che si segnala per le cifre che porta - esula da spese correnti e entrate. È quella delle spese in conto capitale, cioè degli investimenti. A fronte di 29 milioni e 92mila euro previsti a inizio anno, nel 2011 alla fine sono stati impiegati sette milioni e 650mila euro, per un saldo negativo del 73,7%. Di questi, 19 milioni e 27mila euro erano programmati per la realizzazione di opere. Sono andati in rendiconto quattro milioni e 481mila euro. Per le scuole superiori si ipotizzavano finanziamenti per 10 milioni e 542mila euro, ne sono andati in porto due milioni e 793mila. Per le strade provinciale la stima di partenza era di due milioni e 938mila euro, ne sono stati utilizzati 595mila. In chiusura di rendiconto il Collegio dei revisori «auspica che l’ente acceleri le proprie procedure di spesa al fine di ridurre la formazione di nuovi residui e raccomanda un’attenta attività di recupero dei crediti».

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