Calcio, la Triestina è fallita ora gestione commissariale

La Triestina calcio è fallita. Lo ha deciso il Tribunale civile di Trieste che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica che aveva accertato debiti per oltre sei milioni di euro. Nominato il curatore: è il commercialista Giovanni Turazza. Il campionato continua

La gloriosa Triestina Calcio è fallita per la seconda volta in 20 anni, anche se questa volta,a differenza dell’epilogo della gestione De Riù, nel 1994, c’è ancora un flebile filo di speranza a cui rimanere aggrappati: quello dell’esercizio provvisorio, che salva per ilmomento il titolo sportivo e potrebbe aprire le porteall’ingresso di nuovi investitori. Il disinteresse generale del mondo economico e imprenditoriale della Venezia Giulia rispetto alle sorti dei rossoalabardati è pressochè totale.

E pensare che si tratta di una delle società storiche del calcio nazionale: dal trio di campioni del Mondo nel ’38 Pasinati, Colaussi e Chizzo, allo storico secondo posto in serie A del 1948 dietro al Grande Torino con l’eroe di casa Nereo Rocco in panchina, per non parlare dei tantissimi talenti sfornati dal suo vivaio, a partire da Cesare Maldini.Ora tutto il patrimonio calcistico della Triestina, fondata nel 1918 e che ora milita inLegapro dopo l’ultima retrocessione, rischia di sparire per sempre.

Sul banco degli imputati c’è la scellerata gestione della società da parte dell’ultimo presidente, Sergio Aletti, già patron del Ravenna, che ha ereditato le redini della Triestinadal friulano Stefano Fantinel. Quest’ultimo, peraltro, per nulla esente da responsabilità rispetto al buco di bilancio di circa cinque milioni di euro.

La mancata ricapitalizzazione delcapitale sociale nell’assemblea dell'altra sera e l’assenza di nuovi soci ha determinato la decisione del presidente del Tribunale civile di Trieste, Giovanni Sansone: fallimento e società in esercizio provvisorio, affidato al curatore Giovanni Turazza, un commercialista.

Se qualche imprenditore apparirà all’orizzonte esiste la possibilità di prendere la Triestina in affitto d’impresa, senza cioè pagare i debiti pregressi, almeno fino al termine del campionato. Il tempo però stringe e la finestra di mercato aperta sino al 31 gennaio rischia di tradursi in un’emorragia di giocatori per l’Unione. Il centrocampista Evola oggi non si è allenato e minaccia di andarsene, altri potrebbero seguirlo. I tifosi restano aggrappati alla speranza che qualcuno si faccia avanti per non troncare la storia scritta dai grandi campioni che hanno portato l’Alabarda sul petto.

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