Film su Eluana: la Regione FVG taglia i contributi

Approvato con voto bipartisan un ordine del giorno dell’Udc che giudica «non pertinente» il sostegno regionale al regista Marco Bellocchio

TRIESTE. No a finanziamenti della Regione per il film di Marco Bellocchio su Eluana Englaro. Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, collegato alla legge finanziaria, che impegna la Giunta a non concedere finanziamenti per produzioni cinematografiche che non rientrino nelle finalità della legge 21/2006 che si occupa per l’appunto di produzioni audiovisive. «Abbiamo appreso dalla stampa – afferma il capogruppo dell’Udc, Edoardo Sasco, primo firmatario del documento - che sarà realizzato un film sulla storia di Eluana Englaro, morta in una clinica di Udine nel febbraio 2009 dopo alterne vicende, che hanno assunto la ribalta nazionale in relazione al suo prolungato stato vegetativo e alle decisioni prese dalla magistratura in merito al suo fine vita. Per la sua realizzazione – sottolinea – è stato supposto un finanziamento regionale, attraverso la Friuli Venezia Giulia Film Commission».

L’ordine del giorno è stato firmato da una trentina di consiglieri di maggioranza e opposizione, attecchendo in particolare nelle componenti cattoliche di Pdl e Pd, nella Lega Nord e in Fli, oltre naturalmente a tutto il gruppo dell’Udc, ottenendo il voto favorevole dell’aula dopo che la Giunta regionale non si era espressa. «Le finalità della legge sugli audiovisivi – ricorda Sasco - non prevedono in alcun modo finanziamenti per produzioni cinematografiche come quello relativo alla storia di Eluana Englaro ma riguardano la promozione del territorio, senza contare il fatto che il sostegno a una produzione privata e a fine di lucro rischia di essere considerata aiuto di Stato». Ma naturalmente il tema del film finisce per essere al centro del dibattito prima ancora della pellicola, considerato l’ampio dibattito che la vicenda Englaro ha suscitato e le divisioni che avevano creato, nell’opinione pubblica e nel panorama politico, a livello nazionale e regionale. Tra l’altro le riprese del film di Bellocchio inizieranno nei primi giorni di febbraio del 2012, a ridosso del terzo anniversario della morte di Eluana. Sasco invita a «non strumentalizzare in alcun modo vicende relative a un dramma umano come quello vissuto da Eluana Englaro, che deve essere rispettoso delle pur diverse posizioni e sensibilità emerse in tale circostanza». Secondo il presidente della Commissione cultura in Consiglio regionale, Piero Camber (Pdl), «la Film Commission è stata creata come supporto promozionale delle bellezze e delle ricchezze della regione. Che il Friuli Venezia Giulia venga etichettata come la regione del caso Englaro non porta nulla, fermo restando il fatto che una scelta di un padre non può essere giudicata da nessuno».


Secondo Camber «sarebbe corretto rispettare in silenzio quanto è accaduto e qualsiasi film venga realizzato su questo caso finirebbe per prendere una piega in un senso o nell’altro e non sarebbe giusto». Sergio Lupieri, consigliere regionale del Partito Democratico, ha sottoscritto «senza indugi l’ordine del giorno che impegna la Regione a non concedere alcun tipo di finanziamento a produzioni cinematografiche che esulano dalle finalità previste dalla legge, ed in particolar modo a non partecipare al sostegno economico del film preannunciato su Eluana Englaro. Ritengo si tratti di una vicenda estremamente privata e personale, che va a toccare in modo diverso sensibilità individuali, e sulla quale ogni particolare rischia di essere strumentalizzato, trasformando una vicenda umana così drammatica in qualcos’altro».

Secondo Lupieri «ognuno di noi ha vissuto e ricorda la storia di Eluana in modo personale, condividendo o biasimando scelte e decisioni che ognuno di noi si augura di non dover mai prendere, ma comunque rispettando quelle prese. Ma cosa diversa è trasformare questa vicenda così drammaticamente reale in una fiction, in uno spettacolo dove ogni particolare assume specifico e puntuale significato. Francamente il rischio di un uso strumentale della storia di Eluana – conclude - è troppo forte, e non dobbiamo assolutamente correrlo».

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