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Ristoranti aperti a Pasqua si va verso il tutto esaurito

Gli esercenti sembrano aver compreso la “lezione” di Natale: prezzi più contenuti Andrian (Confcommercio): «Boom di prenotazioni in tutta la Bassa friulana»

di Elena Placitelli
2 minuti di lettura

Furto in un’azienda di Pradamano, con l’asportazione di un compressore ad aria compressa, una spazzatrice con motore a scoppio ed un furgone Volkswagen Transporter, utilizzato per la fuga. Il danno complessivo è stato quantificato in 15mila euro, coperto da assicurazione.

Il furto è avvenuto l’altra notte e ieri mattina il legale rappresentante dell’impresa, Guido Dorigo, 58enne di Gonars, ha provveduto a presentare denuncia alla stazione dei carabinieri di Pavia di Udine. I ladri sono penetrati nell’azienda dopo aver manomesso l’allarme e forzando la porta dell’uscita di emergenza. Una volta all’interno della ditta, hanno quindi asportato il compressore ad aria, la spazzatrice e, infine, il furgone con il quale poi si sono dileguati.

di Elena Placitelli

CERVIGNANO DEL FRIULI

Pasqua con il tutto esaurito nei ristoranti della Bassa. Vale almeno per gli associati della Confcommercio del mandamento lagunare presieduta da Denis Andrian. Da Palmanova a Marano passando per Aquileia, Cervignano e Strassoldo, i ristoranti contattati dalla Confcommercio hanno già registrato il pienone. Secondo il sondaggio condotto a ridosso della festività dall'associazione di categoria, si intravedono dunque buoni segni di ripresa. Meno positive le previsioni per Pasquetta, quando ad aver già esaurito i coperti è solo un terzo degli esercenti. Un dato, quest'ultimo, che tutto sommato non spaventa.

La tradizione vuole infatti che, tempo permettendo, la maggior parte delle persone trascorrano all'aria aperta la giornata di primavera dopo la festa. Non si può non trascurare, poi, che i ristoranti resteranno pressoché tutti aperti. Tra i soci di categoria, Andrian ne ha contato solo uno che resterà chiuso a Pasquetta. Un dato per nulla scontato. Nelle ultime vacanze di Natale, infatti, aveva suscitato non poche polemiche la scelta dei ristoratori di tenere chiusi i battenti. Tra il 25 di dicembre e Capodanno, le prenotazioni erano state talmente scarse da indurre a chiudere un quarto degli esercenti. Ora invece almeno questo rischio pare scampato. «Nonostante la crisi, la persona non trascura il palato». Andrian usa uno slogan per sintetizzare la situazione. Il riferimento è al commercio, in particolare a quello del centro storico di Cervignano. Domenica scorsa, in concomitanza con l'apertura dei Castelli di Strassoldo, i commercianti del centro hanno provato a tenere aperto. Questa volta è mancato l'accordo con l'amministrazione che, dopo diversi anni, ha deciso di non rinnovare lo shopping day. Da parte loro, i negozianti hanno invece tentato di approfittare della giornata delle Palme, per rimpinguare un po' le casse. Ma anche questa volta di clienti se ne sono visti pochi. La concorrenza con i grandi centri commerciali pare dunque un ostacolo sempre più duro da affrontare. Ma non è così per quanto riguarda la buona tavola. Passino i vestiti e le calzature, ma l'agnello, insomma, è meglio mangiarlo nei locali tipici del territorio. Insieme al pesce, agli asparagi e alle verdure di stagione, come dessert verrà poi servita la tipica gubana oltre alla colomba. E se le pietanze tradizionali rimangono invariate, l'altra incongruenza rispetto alle festività passate vede prediligere la carta al menù fisso. Tanto a Pasqua dell'anno scorso, quanto all'ultimo Natale, gli avventori avevano avuto la possibilità di decidere in partenza quanto spendere. Le cucine avevano preferito il menù fisso, più facile da preparare e soprattutto meno rischioso per il portafoglio. Questa volta invece si cambia registro. Sia a Pasqua che a Pasquetta, gli esercenti hanno puntato sulla carta, con 5 – 6 pietanze diverse dall'antipasto al dessert.

«Si è deciso di andare incontro alle esigenze del cliente – riprende Andrian – offrendogli un ventaglio maggiore di varietà. Ma anche in questo caso non si dovrà mettere troppa mano al portafoglio. Se a Pasqua il menù fisso va dai 40 ai 50 euro e a Pasquetta dai 35 ai 42, per il pranzo alla carta si resterà comunque ben al di sotto dagli 80 euro. Come Confcommercio – chiosa il presidente – non possiamo che dirci soddisfatti per l’andamento delle prenotazioni in tutto il mandamento.

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