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Uljanik, ultimo appello: «Zagabria salvi il futuro dei cantieri»

Documento approvato da Regione e Consiglio cittadino. Il governo cerca partner stranieri. Domani Plenković a Pola

POLA Il governo intervenga in maniera decisa - e non in misura minore di quanto già ha fatto in altre situazioni di crisi industriali - per salvaguardare gli stabilimenti del Gruppo Uljanik. Questo il tenore dell’appello che Regione e Consiglio cittadino hanno deciso di lanciare ieri, con una “Dichiarazione” in sei punti approvata al termine della seduta congiunta con i voti di 21 dei 25 consiglieri municipali e di 33 dei 40 consiglieri regionali (astenuti gli altri). Un documento var ...

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POLA Il governo intervenga in maniera decisa - e non in misura minore di quanto già ha fatto in altre situazioni di crisi industriali - per salvaguardare gli stabilimenti del Gruppo Uljanik. Questo il tenore dell’appello che Regione e Consiglio cittadino hanno deciso di lanciare ieri, con una “Dichiarazione” in sei punti approvata al termine della seduta congiunta con i voti di 21 dei 25 consiglieri municipali e di 33 dei 40 consiglieri regionali (astenuti gli altri). Un documento varato alla vigilia della riunione dell’esecutivo guidato dal premier Andrej Planković che si terrà domani a Pola, appunto.

Premettendo come l’industria cantieristica sia di rilevanza strategica per queste terre, il documento invita Zagabria a trattare il gruppo Uljanik alla stregua di altri cantieri navali che fin qui hanno fruito di aiuti statali ben maggiori. Regione e Consiglio cittadino pronunciano un “no” preventivo a piani di ristrutturazione che lascino spazio a speculazioni immobiliari (una parte del cantiere di Pola potrebbe essere destinata ad altre attività), e chiedono a Zagabria di risanare i debiti causati dalla disdetta della commessa di quattro navi, ultima tegola piovuta sull’Uljanik.



Non solo: le istituzioni locali chiedono che Zagabria, in accordo con la Commissione europea, si faccia parte attiva nella ristrutturazione del cantiere anche come comproprietario, così da creare le basi per fare della cantieristica navale un'attività strategica nazionale. Infine, l’appello a tenere conto del risvolto sociale della crisi del gruppo, che dà lavoro - fra diretto e indotto - a migliaia di persone. Persone con il fiato sospeso: al momento infatti - come anche da Zagabria si è lasciato intendere - tutti gli scenari sono aperti, compreso quello del fallimento.


La seduta di Consiglio cittadino e Regione ha avuto anche una forte connotazione politica: da più parti la Dieta democratica istriana è stata additata a corresponsabile della crisi assieme alla direzione dello stabilimento, colpevole di aver continuato ad accettare nuove commesse sapendo che avrebbero comportato comunque delle perdite. La palla passa ora a Plenković, che ha dichiarato che all’Uljanik sono interessate più società straniere. Ci sono contatti con gruppi navalmeccanici di Cina, Germania e Corea del Sud.