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Le “pantegane” sulle Rive fanno litigare la maggioranza

Frizioni in commissione fra il consigliere di Forza Italia e l’assessore Lobianco L’azzurro: «Bisogna fermare i ratti sulle Rive». La replica: «Facciamo già molto»

TRIESTE In Consiglio il capogruppo forzista Piero Camber le ha già ribattezzate «le pantegane di Bruno Marini». La mozione del consigliere istrocattolico di Forza Italia sui ratti che infestano le Rive è approdata ieri in Sesta commissione, creando scompiglio: se Marini spinge la giunta ad azioni più decise, l’assessore Michele Lobianco ribatte che il Comune sta già facendo molto.



Intanto Luisa Polli rivela che il numero di roditori in città è più che raddoppiato: ora sono dieci per og ...

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TRIESTE In Consiglio il capogruppo forzista Piero Camber le ha già ribattezzate «le pantegane di Bruno Marini». La mozione del consigliere istrocattolico di Forza Italia sui ratti che infestano le Rive è approdata ieri in Sesta commissione, creando scompiglio: se Marini spinge la giunta ad azioni più decise, l’assessore Michele Lobianco ribatte che il Comune sta già facendo molto.



Intanto Luisa Polli rivela che il numero di roditori in città è più che raddoppiato: ora sono dieci per ogni triestino.

Andiamo con ordine. Marini ha illustrato ai commissari e al presidente Salvatore Porro il contenuto del suo testo: «Avevo chiesto che alla mozione fosse data l’urgenza, ma i capigruppo non l’hanno concessa, perché il consigliere Roberto De Gioia ne aveva presentata un’altra analoga. Scopro però che il suo testo era dell’anno scorso». Ha proseguito poi il forzista: «All’inizio non ci credevo, ma poi ho verificato di persona passeggiando la sera sulle Rive, magari dopo un gelato. Colonie di topi e ratti vivono nelle aiuole vicino al molo Audace. Ho visto una squadriglia di quattro topi correre davanti a quattro ragazze spaventandole. È una situazione che da triestino mi fa vergognare e a cui bisogna porre rimedio». Al fianco di Marini nella battaglia anti-ratti anche il consigliere di Forza Nuova Fabio Tuiach, autore di una mozione analoga per piazza Goldoni. Ha risposto l’assessore alla zoofilia Michele Lobianco: «Si parlava della mozione di un anno fa di De Gioia. Come sapete che da allora quel fenomeno non è stato governato? Non avete idea di cosa significhi impattare contro colonie di topi e ratti».

Ha proseguito ancora: «Un apposito appalto piazza ogni giorno trappole ed esche, provvede alla chiusura sistematica di buchi e fessure in cui i topi si insinuano, creando le loro dimore. Noi abbiamo sistemato sul territorio oltre 1.500 trappole, ma più di 700 sono state rubate o rotte. L’azione sulle Rive è imponente, ma se ti boicottano è difficile. Tanto più che l’abitudine di abbandonare pezzi di panino e rifiuti organici in giro peggiora la situazione».

Lobianco ha preso in considerazione anche l’ipotesi scherzosa di Marini di ricorrere a una colonia felina: «L’idea non sarebbe neanche strampalata, se non fosse che i gatti verrebbero schiacciati dalle automobili. D’altra parte anche la gestione delle colonie feline è uno dei nostri compiti». Ha concluso Lobianco: «Confermo l’impegno dell’amministrazione, dell’Azienda sanitaria e pure dell’Autorità portuale, poiché un’aiuola è di loro pertinenza mentre l’altra è nostra. Attendo l’esito della mozione in Consiglio, ma anticipo fin da ora che in futuro la nostra azione sarà ancor più radicale».

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L’assessore all’urbanistica Luisa Polli ha dichiarato: «Sposo la posizione di Lobianco. Da noi vivono ratti di campagna, quelli che si trovano sull’altipiano e sono parte dell’ecosistema, e i ratti di fogna. Questi ultimi si sono moltiplicati. Una volta erano quattro, cinque per ogni triestino. Ora sono una decina per ognuno di noi». Il consigliere M5S Gianrossano Giannini ha fatto poi una sua proposta: «Esiste un cane, il rat terrier, che il presidente Usa Theodore Roosevelt usò per derattizzare la Casa bianca. Non so se la polizia locale abbia una sezione cinofila, ma mi pare un’opzione da valutare». —