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La vendemmia “ritardata” annuncia in Carso vini top

Da Prepotto a Roiano raccolta tutt’altro che precoce a dispetto delle previsioni Lavoro più celere fra San Dorligo e Muggia. Attesa una grande annata ovunque

TRIESTE

Un’annata vinicola dalle quantità e dalle qualità vicine all’eccellenza. È quanto si presume dalle prime rilevazioni effettuate tra le vigne triestine, per una vendemmia 2018 che, salvo imprevisti fortunali, potrebbe davvero risultare memorabile. Un dato appare costante in tutte le campagne della provincia: l’uva è «molto bella» e, soprattutto, «sana», priva di muffe e marciumi che possono condizionare negativamente il lavoro nelle cantine.

Tuttavia, e questo è il secondo dato tanto ...

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TRIESTE

Un’annata vinicola dalle quantità e dalle qualità vicine all’eccellenza. È quanto si presume dalle prime rilevazioni effettuate tra le vigne triestine, per una vendemmia 2018 che, salvo imprevisti fortunali, potrebbe davvero risultare memorabile. Un dato appare costante in tutte le campagne della provincia: l’uva è «molto bella» e, soprattutto, «sana», priva di muffe e marciumi che possono condizionare negativamente il lavoro nelle cantine.

Tuttavia, e questo è il secondo dato tanto interessante quanto insolito, nella gran parte delle vigne la raccolta è tutt’altro che anticipata, come si prevedeva e come di fatto è avvenuto in altre parti della regione. E questo per la gran differenza che intercorre tra i microclimi locali che, da Aurisina a Muggia, è la cifra singolare del minuscolo territorio triestino. Da zona a zona infatti, il viticoltore ha ragionato in questi ultimi giorni sull’opportunità di iniziare a vendemmiare. Tutti, inevitabilmente, hanno pensato di posticipare le operazioni, sperando in quel sole che innalza gli zuccheri e abbassa le acidità delle uve.

C’è poi l’importante abbassamento delle temperature che, oltre a far respirare le piante, permette attraverso le marcate escursioni tra notte e giorno di garantirsi soavi e più marcati profumi. «Sto girando ogni giorno tra le nostre vigne – ha spiegato in questi giorni dal Carso di Samatorza Noris Vesnaver per l’azienda Joško Colja, donna del vino e tecnica del settore – e non colgo alcun sentore avverso. L’uva è stupenda e continua a maturare, anche perché quasi ovunque le torride temperature agostane hanno obbligato le piante a fermarsi per proteggersi dalla siccità. Ora hanno ripreso léna, e quindi vale la pena di tenere duro e procrastinare sinché possibile». Ragionamento in questi termini anche per Benjamin Zidarich da Prepotto: «L’uva è sana, magnifica, e l’annata è talmente particolare che i vigneti sembrano giardini. Le piogge recenti hanno riavviato la vite e ora, salvo stratempi, è il caso di monitorare con attenzione la maturazione. Qualcosa raccoglieremo i prossimi giorni, ma l’idea è di tenere sui tralci più uva possibile».

Dello stesso parere Sandi Skerk, che peraltro ha già portato in cantina qualche varietà precoce, e Andrej Milic che, a fronte della bellezza dei suoi grappoli, ha dovuto tenere a bada uccelli e caprioli inebriati dalla dolcezza degli acini. E un occhio attento ai cinghiali ha dedicato invece in questo periodo dai colli di Roiano Andrej Bole, anche lui impegnato a presidiare versanti e pastini in attesa di una vendemmia che si vuole anche in questo caso più ritardata. Nella varietà dei microclimi, non stupisce allora la vendemmia in stato avanzato di Rado Kocjancic, come da sempre avviene nel Breg di San Dorligo. Qui i bianchi sono praticamente già in cantina, con grande soddisfazione del titolare, che osserva lieto gli esiti più che positivi delle prime analisi dei mosti.

Nel muggesano situazione ancora più interessante. Mentre in Darsella San Bartolomeo l’azienda Scheriani ha completato la raccolta addirittura per i rossi, nella non lontana Pisciolon, sull’altro versante, Bruno Lenardon in questi giorni stava ancora attendendo di vendemmiare un’uva che definisce, senza mezzi termini, stupenda. In cantina intanto ha però già custodito quel moscato rosa di Parenzo che, mai raccolto prima con tanto anticipo, promette un nettare arcano.—