Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Confusione totale sul numero dei bimbi costretti a cambiare la scuola materna

Non si è mosso per assenza di passeggeri lo scuolabus che doveva portare gli alunni al Villaggio e a Ronchi



Come ombre nella nebbia alla fine i numeri sui bambini prima rimasti in lista d’attesa per l’accesso all’asilo pubblico e poi asseritamente assorbiti da tutti i posti ritagliati su misura dalle dirigenze scolastiche, di concerto con l’amministrazione, sfuggono. La certezza è che ieri lo scuolabus per fare la spola al Villaggio del Pescatore o a Ronchi dei Legionari oppure ancora a Turriaco – cioè verso le municipalità designate all’accoglimento, in convenzione con l’ente per mense e trasport ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter



Come ombre nella nebbia alla fine i numeri sui bambini prima rimasti in lista d’attesa per l’accesso all’asilo pubblico e poi asseritamente assorbiti da tutti i posti ritagliati su misura dalle dirigenze scolastiche, di concerto con l’amministrazione, sfuggono. La certezza è che ieri lo scuolabus per fare la spola al Villaggio del Pescatore o a Ronchi dei Legionari oppure ancora a Turriaco – cioè verso le municipalità designate all’accoglimento, in convenzione con l’ente per mense e trasporti appunto – non è uscito dai depositi comunali. E dunque i piccoli, per la maggior parte stranieri, a differenza di tanti altri coetanei ieri non hanno fatto conoscenza con le prime maestre del loro, si immagina lungo, percorso scolastico.

Nonostante ripetuti solleciti alle dirigenze, fino in serata l’esecutivo Cisint (l’assessore all’Istruzione Antonio Garritani è in prima fila nel monitoraggio della vicenda) non conosceva il numero esatto di bimbi che si avvarranno del pulmino giallo nell’approdo agli asili fuori Comune. Questo per tutt’una serie di motivi: problemi sulle iscrizioni che, per esempio nel caso di Ronchi, dopo la consegna di una busta contenente 15 domande, vanno rifatte personalmente dai genitori, così come richiesto dal comprensivo; problemi di reperibilità delle famiglie; problemi sui numeri risultati fantasma, cioè iscrizioni poi non confermate con la presenza. «Una criticità – osserva Garritani – che si ripropone ogni anno per il 10% dell’utenza, come raccontato dalle maestre».

Non ultimo, ci si è messo anche il cambio di reggenza del comprensivo Randaccio, con Anna Russo partita per la presidenza del liceo Buonarroti e dal 1° settembre sostituita da Caterina Mattucci, ex dirigente del comprensivo di Latisana. Quest’ultima, al timone anche del polo di Duino, dove ieri ha fatto conoscenza del sindaco Daniela Pallotta, si è subito tuffata nel problema dei bambini stranieri. Ma oggettivamente le consegne e la mole di lavoro è tale da richiedere ancora un po’ di tempo per organizzare il servizio, pur a fronte della disponibilità del Comune, che appunto vuole conoscere i numeri effettivi dell’utenza, tra Giacich («cifra non pervenuta», come puntualizza sempre l’assessore) e Randaccio appunto.

Morale della favola: i piccoli che in prima battuta erano rimasti esclusi dall’asilo non cominceranno l’attività didattica nell’istituto assegnato prima di una settimana. La stessa preside Mattucci ha riferito di essersi presa «una settimana per organizzare tutto il servizio, tra contatti con le famiglie, scuolabus e mense». Sulla Randaccio, però, i numeri sono abbastanza certi, come spiega sempre la dirigente: «Il Villaggio del Pescatore ne accoglierà 7, mentre 8 dovrebbero ragionevolmente esser presi a Ronchi, una volta effettuate le iscrizioni presso quel plesso dalle famiglie». Dal parziale screening, comunque, per Garritani e il sindaco «senz’altro ci sono più posti disponibili che bambini».

Intanto il segretario regionale Flc-Cgil Adriano Zonta esprime perplessità: «Non si sa niente, le informazioni sembrano quasi secretate, pure da parte delle scuole. Degli iniziali 15, alla fine ne arriveranno solo 8 a Ronchi: e gli altri? Gli hanno fatto cambiare idea?». «Il problema – conclude – è che tutto è stato fatto in maniera poco chiara, senza coinvolgere i sindacati al tavolo. Speriamo che con l’esposto presentato la magistratura faccia chiarezza». –