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Caso zanzara killer In provincia è solo «rischio potenziale»

L’AsuiTs, insieme ai Comuni di Trieste, Muggia e Duino ha lanciato una campagna per tranquillizzare i cittadini



Al momento si parla solo di rischio potenziale perché a Trieste e nella provincia non si sono registrati casi – eccetto quello di un triestino che però ha contratto il virus fuori regione – di “West Nile”, la febbre che ha causato due decessi a Udine e Pordenone. L’Azienda sanitaria universitaria integrata, insieme ai Comuni di Trieste, Muggia e Duino Aurisina, ha voluto tranquillizzare la popolazione attraverso una campagna informativa con lo scopo anche di richiamare i cittadini ad alcune ...

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Al momento si parla solo di rischio potenziale perché a Trieste e nella provincia non si sono registrati casi – eccetto quello di un triestino che però ha contratto il virus fuori regione – di “West Nile”, la febbre che ha causato due decessi a Udine e Pordenone. L’Azienda sanitaria universitaria integrata, insieme ai Comuni di Trieste, Muggia e Duino Aurisina, ha voluto tranquillizzare la popolazione attraverso una campagna informativa con lo scopo anche di richiamare i cittadini ad alcune accortezze per evitare qualsiasi focolaio.

Riccardo Tominz, responsabile della struttura complessa di Igiene e sanità pubblica, ha rimarcato che al momento «il rischio in provincia è solo potenziale perché c’è il vettore – la zanzara comune “Culex” – ma il virus non si è manifestato. I casi principali si sono registrati sul confine con il Veneto dove sono state anche rilevate le zanzare portartici, il virus non si trasmette tra umani». La responsabile del Servizio disinfezione e disinfestazione di AsuiTs, Isabella Abbona, ha invece ricordato che «i Comuni hanno un ruolo fondamentale visto che devono occuparsi dei trattamenti antilarvali e della disinfestazione delle zone dove ci potrebbe essere un focolaio. Il cittadino però deve collaborare visto che il suo aiuto è fondamentale. Nel dettaglio bisogna evitare i ristagni di acqua piovana che non solo devono essere svuotati, ma anche puliti visto che le uova restano e si sviluppano. Le zone da tenere sotto controllo sono le grondaie, i pozzetti, gli scarichi e anche i vasi ed i sottovasi». Massimo Erario, della Sanità animale, ha ricordato che «ogni anno vengono controllati 450 cavalli – il mammifero più a rischio – e da quest’anno, per la prima volta, i controlli sono stati estesi anche a Trieste».

A rimarcare il “gioco di squadra” e la capacità di pronto intervento sono stati gli assessori di Trieste, Michele Lobianco, Laura Litteri di Muggia e Walter Pertot di Duino Aurisina il quale ha evidenziato il rischio più alto nella zona delle risorgive del Timavo. Lobianco in particolare ha ricordato che «a Trieste esiste un’ordinanza molto severa che dice ai cittadini quali sono i comportamenti da evitare e le sanzioni possono andare da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500». –