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Accampamento di migranti a pochi metri dal cimitero

Notato un “bivacco” notturno a cielo aperto nel giardino di fronte a Sant’Anna La dem De Monte: «Con la Lega situazione peggiorata». Polidori: «Colpa del Pd»



Nonostante il rafforzamento dei controlli ai confini, le ronde dell’estrema destra e lo sgombero dalle Rive di cui è stato “regista” il vicesindaco leghista Paolo Polidori, il flusso dei migranti e i successivi “bivacchi” in città non sembrano arrestarsi. L’ultimo episodio in ordine di tempo è di un lunedì mattina, ieri: una cittadina, Elena Chiurco, ha postato su Facebook la foto di sette richiedenti asilo accampati nel giardino di via dell’Istria sul lato opposto rispetto al cimitero di Sa ...

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Nonostante il rafforzamento dei controlli ai confini, le ronde dell’estrema destra e lo sgombero dalle Rive di cui è stato “regista” il vicesindaco leghista Paolo Polidori, il flusso dei migranti e i successivi “bivacchi” in città non sembrano arrestarsi. L’ultimo episodio in ordine di tempo è di un lunedì mattina, ieri: una cittadina, Elena Chiurco, ha postato su Facebook la foto di sette richiedenti asilo accampati nel giardino di via dell’Istria sul lato opposto rispetto al cimitero di Sant’Anna. In realtà si tratta di una “prima assoluta”, come racconta un commerciante della zona: «Effettivamente avevo notato sette persone non “locali” in via Baiamonti, ma non pensavo avessero dormito qua. Questa è una zona molto trafficata, poco controllata, e spesso vedo pure cani che girano nel giardino, anche alla sera. In realtà a dare i problemi maggiori sono i ragazzi di Trieste che vanno nell’ex centro elettronico abbandonato».

Dall’altro lato della strada una delle tante fioraie racconta che «è la prima volta che sento questa storia. Questa mattina non ho visto o notato niente e sono arrivata come sempre molto presto. Diciamo che qua i problemi maggiori ce li danno i “locali”, con qualche barbone che dorme tra le bancarelle e qualche furto prima che mettessimo la sorveglianza». Stupore anche da alcuni abitanti: «È la prima volta che sentiamo di migranti che dormono sotto casa nostra. Qualche volta vediamo qualcuno passare, ma non si fermano e non danno fastidio».

Va all’attacco l’eurodeputata del Partito democratico, Isabella De Monte: «Tutti mobilitati per la grande cacciata dei profughi da Trieste. Polizia con rinforzi, esercito, forestali, Protezione civile, droni, ronde, blitz notturni. Ma i sette migranti appisolati davanti al cimitero di Sant’Anna dicono che sono le solite sparate leghiste. Fedriga in versione Rambo da mesi, anzi anni, ci racconta che manderà a casa tutti i profughi, e invece con lui e Roberti i triestini se li trovano sotto casa, in centro come in periferia. Accade quando i problemi si affrontano con la pancia e non con la testa. Perché, da quando governano Fedriga e Roberti, la situazione è peggiorata invece di migliorare? La verità è che parlano tanto e brancolano nel buio, e i profughi sono tornati a riempire il Silos, dove nessuno va più a fare foto e a denunciare lo scandalo». Polidori, vicesindaco e assessore alla Sicurezza, annuncia che «a breve ci saranno ulteriori trasferimenti, quello che vogliamo capire è se le persone che bivaccano in giro per la città sono sempre le stesse o se ci sono nuovi arrivi. Al momento l’unica frontiera aperta è quella dall’Est ed in particolare in Carso. Non ho notizie di arrivi a Gorizia e la costa è bloccata visto che non ci sono più le Ong. Tutte le persone che abbiamo identificato provenivano dalla Bosnia. Aggiungo che la Regione sta facendo un grande lavoro di controllo, ma non possiamo coprire tutto il territorio».

Polidori rimarca inoltre che l’attuale sistema di concessione dell’asilo, «voluto da Renzi e da chi lo ha preceduto, consente al migrante di stare sul territorio molto tempo una volta depositata la domanda. Aspettiamo il decreto sicurezza di Matteo Salvini che contribuirà a risolvere il problema. A breve arriverà anche l’inverno e questo porterà a una sicura riduzione dei migranti consentendoci di intervenire con misure strutturali a livello nazionale». —