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Via i pescherecci dal porto, Grado perde la sua icona

Il nuovo regolamento sfratta le poche barche dei pescatori dal mandracchio. Consegnata alla memoria una delle immagini simbolo dell’Isola del sole

GRADO Mai più pescherecci in mandracchio. Cambia l’iconografia classica di Grado. Lungo il canale del porto di Grado, le rive Bersaglieri e Dandolo, unicamente barche da pesca. Nel mandracchio, appunto, solo barche da diporto e unità adibite a trasporto passeggeri. È una delle disposizioni contenute nel nuovo regolamento per la navigazione, la sosta e gli accosti delle navi mercantili e dei galleggianti nei porti di Grado e di Lignano. Si tratta di uno degli ultimi atti predisposti dell’orma ...

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GRADO Mai più pescherecci in mandracchio. Cambia l’iconografia classica di Grado. Lungo il canale del porto di Grado, le rive Bersaglieri e Dandolo, unicamente barche da pesca. Nel mandracchio, appunto, solo barche da diporto e unità adibite a trasporto passeggeri. È una delle disposizioni contenute nel nuovo regolamento per la navigazione, la sosta e gli accosti delle navi mercantili e dei galleggianti nei porti di Grado e di Lignano. Si tratta di uno degli ultimi atti predisposti dell’ormai ex comandante di Circomare, Elisabetta Bolognini. Dunque, lungo le rive Dandolo e Bersaglieri, solo naviglio da pesca stanziale e batele impiegate a scopo professionale per la pesca in acque interne, con esclusione di 50 metri dinnanzi al mercato ittico. È ammesso l’ormeggio “a pacchetto” di due unità da pesca la cui larghezza massima totale non dovrà superare i cinque metri. I pescatori che ormeggiano lungo le rive Dandolo e Bersaglieri possono anche sistemare in banchina l’eventuale attrezzatura da pesca ma a condizione che la stessa abbia una targhetta identificativa e che non superi la lunghezza della barca per una larghezza massima di 1,5 metri dal ciglio della banchina. L’altezza massima per il materiale è di 1,5 metri che dovrà essere ricoperto completamente. Non è consentito invece il deposito di ramponi, divergenti, cavi, cime e segnalamenti da pesca.

Passiamo al mandracchio. Per riva San Vito solo unità adibite a trasporto passeggeri; piazza marinai d’Italia è riservata invece alle unità da diporto; infine la banchina di piazza XXVI Maggio è destinata prioritariamente alle unità da diporto in transito non utilizzate per fini commerciali. Nel regolamento non si fa riferimento a riva San Marco, via Manzoni e riva Camperio in quanto sono assegnate in concessione alla Lega Navale.

Per quanto riguarda il traffico passeggeri, tranne il tratto in concessione alla cooperativa pescatori per il distributore di carburante, anche il Molo Torpediniere è riservato alle unità adibite al traffico passeggeri. L’esempio attuale è quello dell’utilizzo giornaliero che ne fa il Delfino Verde. Il regolamento stabilisce anche delle norme particolari proprio per i traffico passeggeri che riguardano la sicurezza dei passeggeri nelle operazioni di imbarco e sbarco. Sempre in quest’area individuata nel regolamento come Darsena Torpediniere ma conosciuta semplicemente, considerate le piccole dimensioni, come “portisin” lo scivolo rimane storicamente destinato a scalo pubblico di alaggio e varo di naviglio minore. Sempre per quanto concerne Grado il regolamento precisa che in caso di eventi di rilievo culturale-storico-turistico patrocinati dal Comune o altro ente, nonché in considerazione della natura del porto di Grado, il Comune o l’ente promotore possono chiedere una deroga alle disposizioni regolamentari per quanto concerne gli accosti alle banchine.

Passiamo ora a Lignano Sabbiadoro, dove il regolamento fa riferimento unicamente alla darsena Porto Vecchio. Il tratto di banchina che si estende per una lunghezza di 80 metri dal fanale rosso di ingresso della predetta darsena è riservato alle unità adibite al traffico passeggeri. Il regolamento precisa inoltre che per ottenere l’autorizzazione all’ormeggio da parte dell’autorità marittima, il richiedente dovrà altresì munirsi del nulla osta a cura del concessionario della retrostante banchina. —