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Batterista di 26 anni morto a Cattinara. Era stato colto da un malore nel suo letto

Jacopo Starini non ce l’ha fatta. Era molto noto in città nell’ambiente della musica. La famiglia ha deciso di donare gli organi

TRIESTE Non ce l'ha fatta Jacopo Starini, il 26enne triestino ricoverato in ospedale giovedì scorso dopo che la madre lo aveva trovato a letto incosciente, cianotico e in arresto cardiorespiratorio. E' morto nella mattinata di sabato 8 settembre. Da accertare ancora le cause dell'arresto cardiorespiratorio. 

Lascia i genitori e il fratello Gabriele. Vasto cordoglio tra i suoi amici, che ricordano il giovane sui social, soprattutto sul suo profilo Facebook.

Il malore di giovedì scorso lo aveva ...

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TRIESTE Non ce l'ha fatta Jacopo Starini, il 26enne triestino ricoverato in ospedale giovedì scorso dopo che la madre lo aveva trovato a letto incosciente, cianotico e in arresto cardiorespiratorio. E' morto nella mattinata di sabato 8 settembre. Da accertare ancora le cause dell'arresto cardiorespiratorio. 

Lascia i genitori e il fratello Gabriele. Vasto cordoglio tra i suoi amici, che ricordano il giovane sui social, soprattutto sul suo profilo Facebook.

Il malore di giovedì scorso lo aveva colto nel sonno (QUI LA NOTIZIA). Il giovane triestino, un appassionato di musica, batterista del gruppo locale "Mad Monkeys", era stato trovato nel proprio letto dalla madre Emanuela, nella loro abitazione in salita di Contovello. Per caso era entrata nella sua stanza, verso le 11, per cambiare il sacchetto del cestino. Come spesso accadeva, aveva trovato Jacopo dormiente. Ma la posizione in cui si trovava l’aveva insospettita. Aveva ragione, c'era qualcosa che non andava. Chiama subito il 112. In attesa dei soccorsi, aveva cercato lei stessa, grazie all'operatore sanitario che nel frattempo era rimasto con la donna al telefono, di praticare il massaggio cardiaco. Una volta che Jacopo era arrivato in ospedale, il suo cuore aveva infatti ripreso a battere, ma le sue condizioni si erano dimostrate fin da subito molto critiche.  È rimasto in coma fino a sabato mattina, quando è stata decretata la morte cerebrale.

Solo se i genitori decideranno di procedere con l'autopsia, sarà possibile capire il perchè dell'arresto cardiorespiratorio. Intanto la famiglia ha voluto donare gli organi del 26enne, un modo per continuare a dare vita a chi ne ha bisogno. I funerali del giovane sono stati fissati per venerdì prossimo. Il fratello Gabriele e i genitori Mauro ed Emanuela vorrebbero organizzare inoltre in futuro un concerto e una partita di basket in sua memoria.

Jacopo suonava la batteria, una passione che il padre aveva tramandato a entrambi i figli. Aveva suonato prima con gli "On the road", gruppo triestino che girava le città vestito come i Beatles - come piaceva a Jacopo, entusiasta dello stile cosiddetto "mod", sviluppatosi nella Londra degli anni '50-'70, amante di Liam Gallagher, degli occhiali a goccia, delle vespe e dei vinili -, per poi fondare con l'amico Emanuele Grisafi i "Mad Monkeys", indirizzati verso l'Indie e il Brit rock. 

Da poco era rientrato in Italia, dopo un'esperienza nel Regno Unito.  Aveva trovato un lavoro alla Trieste Marine Terminal, di cui era molto soddisfatto. Andava fiero di una sua partecipazione al video "Pamplona" di Fabri Fabri e dei Thegiornalisti, girato in Porto vecchio. Appena lo avevano visto, con gli occhiali a goccia e quello stile alla Oasis, lo avevano subito preso.