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Il centrodestra di Trieste “dribbla” il dibattito sulle ronde 

Negata l’urgenza alla mozione Pd. Barbo: «Si coprono l’un l’altro». Camber: «Testo superfluo». Giacomelli: «Altre priorità»

TRIESTE Le ronde continuano ad agitare la tarda estate della politica triestina. Il confronto sbarca ora in Consiglio comunale. O per meglio dire tenta di sbarcarvi, visto che il centrosinistra attacca la maggioranza per aver cassato l’urgenza di una mozione Pd contro le «passeggiate» di Forza Nuova. Anche con il voto dei moderati forzisti e dipiazzisti.

Tutto parte dalla riunione dei capigruppo dei giorni scorsi, in cui il consigliere dem Giovanni Barbo ha presentato un testo volto a schiera ...

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TRIESTE Le ronde continuano ad agitare la tarda estate della politica triestina. Il confronto sbarca ora in Consiglio comunale. O per meglio dire tenta di sbarcarvi, visto che il centrosinistra attacca la maggioranza per aver cassato l’urgenza di una mozione Pd contro le «passeggiate» di Forza Nuova. Anche con il voto dei moderati forzisti e dipiazzisti.

Tutto parte dalla riunione dei capigruppo dei giorni scorsi, in cui il consigliere dem Giovanni Barbo ha presentato un testo volto a schierare il Comune contro le ronde. Il documento era firmato anche dai consiglieri Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste) e Roberto Degioia (Verdi-Socialisti). Tanto loro quanto il Movimento 5 Stelle si son detti favorevoli all’urgenza, che avrebbe portato la mozione in aula per la seduta consigliare di domani.



Cosa si dice nella mozione? Il testo parta dalla notizia delle ronde dei fascisti in pettorina rossa in zona stazione, «nonché in Val Rosandra e sulle zone confinarie con il dichiarato obiettivo di fare delle perlustrazioni definite “passeggiate per la sicurezza”». Il testo prosegue rilevando come simili azioni possano essere «pericolose» e impegna il Comune a dirsi contrario. Chiede poi a sindaco e giunta di richiamare i cittadini alla fiducia nelle forze dell’ordine e a confrontarsi con i sindacati di categoria.

I capogruppo della destra, però, han negato l’urgenza. Commenta Barbo: «Almeno sono venuti allo scoperto e adesso non potranno più fare il giochino dei moderati che si distinguono dalla destra neofascista. Stanno assieme, votano assieme in maggioranza e pure si coprono l’un l’altro». In sintonia Bassa Poropat: «Negare l’urgenza è surreale, visto il dibattito in corso. Ora più che mai bisogna difendere i ruoli istituzionali: è bene che i cittadini si impegnino socialmente, ma per cose del genere servono regole. E bisogna rispettare quelle che già ci sono, come in Fvg».

Replica il capogruppo forzista Piero Camber: «Loro stessi parlano di “passeggiate” nel testo della mozione. Non vorranno mica che mi dica contrario alle passeggiate? Le mozioni bisogna saperle scrivere. Detto ciò, pochi mesi fa abbiamo audito i sindacati di polizia in Consiglio: solo il Sap disse che mancava il personale, la Cgil lo negò. Non possiamo convocarli in aula una volta al mese». Commenta Claudio Giacomelli di Fratelli d’Italia, principale erede dell’Msi in Consiglio: «Ciascuno è libero di presentare le mozioni che vuole e vederle discusse. Ma se parliamo di urgenza, mi pare che non ci sia fretta di parlare per ore delle passeggiate di una decina di ragazzi. Dovendo pensare a urgenze nelle strade, penserei ad altri problemi di sicurezza e spaccio di droga». —