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Mente sul vaccino fatto al figlio, madre di Romans rischia due anni di reclusione

La bugia è venuta a galla in un istituto isontino durante i controlli effettuati dai carabinieri del Nas. Segnalata per falso in atto pubblico

ROMANS A pochi giorni dalla ripresa scolastica, la bugia è venuta a galla a Romans d’Isonzo. In tutt’Italia carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno varcato la soglia di asili nido e materne per controllare la veridicità delle autocertificazioni prodotte dai genitori sulle vaccinazioni, che consentono ai bambini di frequentare gli spazi didattici. E così anche in Friuli Venezia Giulia, dopo verifiche a campione, è spuntato il documento falso. Firmato da una mamma di Romans d’ ...

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ROMANS A pochi giorni dalla ripresa scolastica, la bugia è venuta a galla a Romans d’Isonzo. In tutt’Italia carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno varcato la soglia di asili nido e materne per controllare la veridicità delle autocertificazioni prodotte dai genitori sulle vaccinazioni, che consentono ai bambini di frequentare gli spazi didattici. E così anche in Friuli Venezia Giulia, dopo verifiche a campione, è spuntato il documento falso. Firmato da una mamma di Romans d’Isonzo. La donna aveva barrato ogni casella sul modulo, asserendo che il figlio o figlia minorenne – il dato non è stato reso noto e su tutta la vicenda vige il più stretto riserbo da parte dei militari di Udine, su stretta indicazione ministeriale – era stato sottoposto a tutti i vaccini. Invece no. La puntura non l’aveva minimamente sfiorato.

Dunque a distanza di neppure un paio di giorni dall’avvio dei controlli incrociati sul territorio i carabinieri del Nas si sono imbattuti in un primo caso di fittizia dichiarazione. La mamma romanense è stata segnalata all’autorità giudiziaria per falso in atto pubblico commesso da privato. Si tratta di un reato perseguibile d’ufficio: sarà la Procura della Repubblica di Gorizia, ora, a prendere in mano il caso e a decidere se procedere o archiviare. La pena in astratto arriva fino a due anni di reclusione.

Ma come funzionano i controlli? I carabinieri, guidati dal comandante Fabio Gentilini, si presentano nelle scuole e con metodo assolutamente casuale assumono un certo numero, comunque modesto rispetto alla totalità degli atti prodotti, di autocertificazioni. Dopodiché incrociano i dati riferiti dalle famiglie con quelli conservati nelle banche dati del Dipartimento di prevenzione dislocato nelle varie Aziende sanitarie delle quattro province.

Solo mercoledì, i controlli a campione sono stati 2. 800 in tutt’Italia, e complessivamente quindici le autocertificazioni risultate false dopo il riscontro effettuato, tra cui quella isontina. Gli accertamenti continueranno nei prossimi giorni, sempre al ritmo di oltre 2 mila verifiche incrociate al giorno. Il caso isontino sarebbe il secondo irregolare in Nord Italia.

Intanto, dopo gli ultimi cambi di rotta, resta l’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica di nidi e materne: un nuovo emendamento al decreto Milleproroghe ha stabilito per l’anno in fieri la validità dell’autocertificazione delle avvenute vaccinazioni, ma solo fino al 10 marzo. Dopo questa data, i genitori dovranno consegnare agli istituti i certificati ufficiali. E già si ingrossano le file davanti all’ospedale. –