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Frenata di Luka Koper: investimenti dimezzati

Il progetto per il prolungamento del molo I è stato rimandato al 2019 in seguito a una controversia con il Comune su questioni ambientali. Problema ora risolto

ZAGABRIA Investimenti dimezzati e piani di ampliamento rimandati al 2019. Luka Koper, l’azienda che gestisce il porto di Capodistria, ha annunciato questa settimana di aver approvato la versione definitiva del proprio business plan per l’anno in corso e di aver dovuto «ridurre quasi della metà il volume di investimenti inizialmente previsti per il 2018». Tale intervento è dovuto «ai lunghi processi per l’ottenimento delle autorizzazioni e dei permessi di costruzione», in altre parole, alla l ...

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ZAGABRIA Investimenti dimezzati e piani di ampliamento rimandati al 2019. Luka Koper, l’azienda che gestisce il porto di Capodistria, ha annunciato questa settimana di aver approvato la versione definitiva del proprio business plan per l’anno in corso e di aver dovuto «ridurre quasi della metà il volume di investimenti inizialmente previsti per il 2018». Tale intervento è dovuto «ai lunghi processi per l’ottenimento delle autorizzazioni e dei permessi di costruzione», in altre parole, alla lunga contesa con il comune di Capodistria, che si era opposto al prolungamento del Molo I per delle ragioni legate alla valutazione di impatto ambientale del progetto.

A fine giugno, dopo aver trovato un accordo con Luka Koper, il Consiglio comunale ha deciso all’unanimità di interrompere la propria opposizione ai lavori a livello di giustizia amministrativa (il comune aveva già vinto un ricorso al riguardo). Ma ora, anche se i lavori potranno a breve ripartire, la parte principale di quello che è considerato il “progetto faro” del porto - appunto il prolungamento del Molo I - è rimandata ormai al 2019. Per l’impresa, non si tratta tuttavia di una grave intoppo. «Gli investimenti sono solo rimandati» e «i lavori dovrebbero iniziare entro l’anno», fanno sapere da Luka Koper. L’accordo col comune prevede che l’azienda si faccia carico di diverse iniziative per limitare l’impatto (in particolare sonoro) del porto nei confronti dei cittadini ma anche che, nel lungo termine, l’azienda liberi il cosiddetto Molo Zero dalle attività portuali.

Dal punto di vista della strategia quinquennale di Luka Koper (2016-2020), assicurano da Capodistria, non si tratta di una rivoluzione ma solo di un rallentamento. Il progetto di ampliamento del Molo I s’iscrive in un pacchetto di investimenti che porteranno a rafforzare il terminal container (un aspetto su cui il porto sta puntando in priorità). In totale, l’impresa parla di 230 milioni di euro da spendersi non soltanto nell’allungamento del molo, ma anche nell’acquisto di nuove gru, nella creazione di nuove aree di stoccaggio e nell’ampliamento delle infrastrutture. Dei progetti che fanno seguito a quelli già compiuti negli due ultimi anni: dal drenaggio delle banchine alla posa di nuove rotaie sul terminal container, passando per l’acquisto di diverse gru su gomma e su rotaia. Avanti tutta, dunque, con l’automatizzazione del porto, che ha registrato l’anno scorso un totale di oltre 23 milioni di tonnellate di merci trasportate, di cui 9 milioni soltanto nel settore containers. Al riguardo, i dati pubblicati questa settimana e concernenti la prima metà del 2018 indicano una crescita del 6% nei containers rispetto al primo semestre del 2017. Anche nel trasporto delle automobili, Capodistria si è imposta l’anno scorso come il nono porto d’Europa e il terzo del mediterraneo (dopo Barcellona e Valencia) con oltre 741mila auto. E a questo proposito, Luka Koper ha già previsto la costruzione di un parcheggio a più piani capace di accogliere 6mila mezzi. I lavori, anche qui, dovrebbero iniziare entro l’anno.