Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Fedriga a Roma per la questione migranti incassa il presidio permanente dei confini

Il governatore in missione nella capitale rilancia su fisco, sanità e scuola. E strappa al Viminale i controlli “continuativi”

TRIESTE La richiesta che i rapporti finanziari Stato-Regione diventino «stabili». E la conquista di un presidio dei confini sine die, dopo la sperimentazione avviata a luglio. Massimiliano Fedriga, nella sua doppia missione romana, incontra prima il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani sui temi dell’autonomia, poi, nel pomeriggio, assieme all’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, strappa al sottosegretario agli Interni Nicola Molteni la garanzia della continuità de ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

TRIESTE La richiesta che i rapporti finanziari Stato-Regione diventino «stabili». E la conquista di un presidio dei confini sine die, dopo la sperimentazione avviata a luglio. Massimiliano Fedriga, nella sua doppia missione romana, incontra prima il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani sui temi dell’autonomia, poi, nel pomeriggio, assieme all’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, strappa al sottosegretario agli Interni Nicola Molteni la garanzia della continuità della presenza delle forze dell’ordine sulla porta d’ingresso della rotta balcanica.

La partita del dare e dall’avere è certamente la più complicata. Il presidente avvia l’interlocuzione con Stefani partendo dalla fotografia dell’esistente. La prima comunicazione al ministro riguarda infatti l’ammontare dei contributi che la Regione versa a Roma, compresi quelli per l’abbattimento del debito pubblico. «Il tema è quello degli accantonamenti e delle riserve che lo Stato ci prende – spiega Fedriga –: sono 789,8 milioni di euro all’anno. Prima ancora di stabilire come ridurre quella cifra, va definito in maniera definitiva quello che dobbiamo continuare a versare e quello che invece non serve più. Non è pensabile che ogni Finanziaria aggiunga nuovi prelievi. Dobbiamo avere la certezza delle entrate e delle uscite».

Un secondo passaggio sarà quello della riscrittura del patto Serracchiani-Padoan, ma non si è ancora entrati nel merito. Come pure si tratterà di approfondire i dossier della sanità, del gettito Imu e della scuola, materia su cui il Friuli Venezia Giulia vorrebbe esercitare un controllo diretto. «Per la soluzione finale serviranno altri incontri», fa sapere il presidente, lasciando aperta anche la questione più ampia dell’acquisizione di nuove competenze.

La seconda tappa al ministero degli Interni. Incontrato Matteo Salvini il 3 luglio scorso, Fedriga aveva ottenuto a stretto giro il presidio dei confini in prossimità dei valichi di frontiera nelle province di Trieste e Gorizia con l’obiettivo di contrastare i flussi di irregolari. Una trentina gli uomini impiegati in supporto alla polizia di frontiera, con l’arrivo di rinforzi dalla Mobile di Padova e dai reparti Prevenzione crimine.

Ieri, evidentemente promosso quel provvedimento, Stato e Regione hanno concordato di trasformare quella sperimentazione a tempo indeterminato. «Il presidio delle forze dell’ordine sul territorio del Fvg – si legge in una nota serale che riporta le parole di Fedriga e Molteni –, con particolare attenzione ai confini e alle attività di retrovalico, sarà operativo in maniera continuativa».

L’attenzione del governo nazionale – aggiungono il presidente e l’assessore Roberti – alle problematiche legate a immigrazione e sicurezza, in particolare nei confronti di una regione come la nostra che è porta d’ingresso rispetto alla rotta balcanica, è totale e condivisa nel pieno rispetto di esigenze reali che abbiamo affrontato insieme con immediatezza e visione prospettica. Con Molteni ci confrontiamo in perfetta sintonia e continueremo a farlo nell’interesse di tutta la regione». —