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Tasse, Lubiana vuole cambiare imprenditori sulle barricate

I paventati aumenti su rendite, immobili e asset preoccupano i big dell’economia. Boscarol (Pipistrel) minaccia di spostare all’estero la sede della sua società

LUBIANA Non sarà un inizio facile, per il nuovo governo in Slovenia. E il premier incaricato, Marjan Sarec, difficilmente potrà aspettarsi una luna di miele con il mondo finanziario e con i big dell’economia del Paese. È il quadro che comincia a prospettarsi a Lubiana, a causa dei crescenti “rumors” sulla volontà del nuovo esecutivo di mettere mano alle regole sulla tassazione.

Il quadro, ancora confuso, comincia però a delinearsi, assieme alle paure di industriali e investitori. Le intenzion ...

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LUBIANA Non sarà un inizio facile, per il nuovo governo in Slovenia. E il premier incaricato, Marjan Sarec, difficilmente potrà aspettarsi una luna di miele con il mondo finanziario e con i big dell’economia del Paese. È il quadro che comincia a prospettarsi a Lubiana, a causa dei crescenti “rumors” sulla volontà del nuovo esecutivo di mettere mano alle regole sulla tassazione.

Il quadro, ancora confuso, comincia però a delinearsi, assieme alle paure di industriali e investitori. Le intenzioni dell’esecutivo sarebbero infatti quelle di aumentare la tassazione sulle rendite da capitale, includendole nella base imponibile sulle persone fisiche. Ma in cantiere ci sarebbe anche un’imposta «su tutte le transazioni verso paradisi fiscali», ha scritto l’agenzia di stampa slovena, Sta, che aveva illustrato nei giorni scorsi come, nei piani di Sarec e della sua squadra, potrebbe esserci pure una «tassa sugli immobili e gli asset, che andrebbe a colpire i più ricchi»: la via migliore per una redistribuzione della ricchezza e per la lotta alle disuguaglianze, ha sottolineato l’economista Saso Polanec.

Ma i possibili ritocchi alla tassazione piacciono a pochi, nel mondo dell'impresa. «Le aziende temono che il nuovo governo aumenti significativamente le tasse», un passo che sarebbe «molto negativo per l’economia e che ridurrebbe futuri investimenti e di conseguenza i posti di lavoro», ha spiegato alla Reuters Goran Novković, direttore esecutivo dello “Slovenian Business Club”.

Paure infondate? Non sembra, perché tra gli imprenditori i mal di pancia sono già forti. Ad aprire le danze è stato a fine agosto Ivo Boscarol, padre degli ultraleggeri della “Pipistrel”, che ha suggerito persino una possibile uscita della sua azienda dalla Slovenia e ha indicato che l’Austria – e persino l’Italia – offrirebbero oggi condizioni migliori per fare business, come ha segnalato la Sta. «Ci aspettavamo – ha denunciato Boscarol – che il governo ascoltasse quanto dicevamo, così da poter condividere i profitti con i lavoratori, dando una spinta alle motivazioni» degli operai; ma la strada è invece quella dei profitti che «finiscono nel budget statale».

Non meno duro l’imprenditore Igor Akrapović, numero uno dell’omonimo colosso di tubi e impianti di scarico: Akrapović non ha ventilato una delocalizzazione, ma ha informato che non redistribuirà i guadagni fra i dipendenti, rinviando ogni decisione su crescita e occupazione a giorni migliori. E ha ammonito che, «come misura di auto-difesa», potrebbe spostare gli utili «da qualche altra parte», investendo profitti e dividendi «in business enviroment più prevedibili» di quelli sloveni, ha detto Akrapović aggiungendo che le cose, a Lubiana, stanno «rapidamente imboccando una direzione negativa». Non è finita. Anche Dusan Oloj, il proprietario e amministratore delegato di Duol, una importante società che si occupa di prefabbricati, ha ricordato a chi occuperà i posti di governo che «l’economia ha bisogno di stabilità e misure prevedibili». E non di «terapie d’urto», dagli esiti che sfuggono alla previsione.

Alzate di scudi e critiche che hanno spinto Sarec a muoversi. Rappresentanti della sua Lista hanno così tentato di rassicurare gli imprenditori, promettendo che il nuovo governo agirà per creare una «economia di successo», hanno scritto i media locali. Ma serviranno molto più che parole a calmare gli investitori agitati. —