Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

I prefetti bocciano la giunta Fedriga sull’accoglienza ai richiedenti asilo

Contestato il taglio dei fondi per i progetti di integrazione. La difesa di Roberti: «Sollevate criticità che non capisco»

TRIESTE A meno di una settimana dal “caso bivacchi” sulle Rive e dal blitz del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori, torna ad accendersi lo scontro sull’ospitalità ai migranti. Ad innescarlo, questa volta, è la bocciatura netta da parte dei quattro prefetti del Friuli Venezia Giulia sulla scelta della giunta Fedriga di ridurre le risorse per i programmi dell’accoglienza e, in particolare, della formazione. Scelta contenuta nel Piano annuale per l’immigrazione.

«Tagliare i fondi a corsi e lez ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

TRIESTE A meno di una settimana dal “caso bivacchi” sulle Rive e dal blitz del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori, torna ad accendersi lo scontro sull’ospitalità ai migranti. Ad innescarlo, questa volta, è la bocciatura netta da parte dei quattro prefetti del Friuli Venezia Giulia sulla scelta della giunta Fedriga di ridurre le risorse per i programmi dell’accoglienza e, in particolare, della formazione. Scelta contenuta nel Piano annuale per l’immigrazione.

«Tagliare i fondi a corsi e lezioni - ha affermato il commissario di governo Anna Paola Porzio - significa cancellare percorsi virtuosi di integrazione. Una scelta che rischia di lasciare le persone senza alcuna occupazione, in condizioni di marginalità dove sono facili preda della criminalità».

Critiche forti e chiare, emerse davanti alla VI commissione consiliare, che hanno dunque portato ad un livello istituzionale nuovo le polemiche innescate dalla linea dura impressa dall’amministrazione regionale alla gestione del fenomeno immigrazione. Troppo spesso pericolosamente associato alla criminalità. «Invece - ha proseguito il prefetto di di Trieste, Porzio - a non rispettare le regole sono quote marginali se parametrate al numero complessivo di persone accolte. Del resto in ogni comunità è possibile che ci sia qualcuno che non si comporta come deve. Inoltre rispetto al passato, oggi vi è un aumento delle famiglie».

E il caso bivacchi? Per Porzio non autorizza a parlare di situazione di emergenza. «Si sta ripetendo quello che accade tutte le estati con arrivi più massicci che vanno ad impattare su realtà già sature, ed è per questo motivo che abbiamo dato il via ad un piano di alleggerimenti continui, sfociati nel fine settimane negli ultimi 80 sgomberi sollecitati anche il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga».

«Quelle sollevate dai prefetti sono criticità che non capisco», ha replicato l’assessore regionale con delega all’Immigrazione, Pierpaolo Roberti -. Bastava leggere le due pagine della delibera che si accompagna al Piano annuale per l’immigrazione per rendersi conto che i pericoli paventati non esistono. I corsi per l’alfabetizzazione degli adulti non vengono soppressi, anzi implementati con l’inserimento nel corso di lingua italiana anche dei temi inerenti la legalità, l’educazione civica e la parità di genere. Tagliamo i micro e i macro progetti locali, della cui utilità nessuno è riuscito ancora a darci prove convincenti».

Nel corso dei lavori è stato poi riferito un dato particolare: il fenomeno migratorio viene percepito dalla popolazione con dimensioni 4 volte superiori al reale. «Evidentemente perché il sistema di accoglienza non funziona - commenta Roberti -. Se anziché avere cinquemila migranti in giro per le strade, li tenessimo chiusi in strutture non ci sarebbe nessun problema di carattere sociale».

Parole, quelle dell’assessore, che hanno innescato le critiche delle opposizioni. Secondo Francesco Russo, consigliere del Partito democratico, «quella della giunta è una delibera sbagliata elaborata da chi pensa di essere ancora in campagna elettorale dicendo “prima gli italiani”. Tagliare è una illusione perché le spese sulla comunità ritorneranno decuplicate sotto forme diverse». Chiara Da Giau, sempre del Pd, ha evidenziato che «le audizioni odierne hanno messo tragicamente in luce la profonda distanza tra la propaganda dell’assessore Roberti e della giunta Fedriga e la realtà».

Netta anche la posizione degli autonomisti. «Sono sorpreso per le dichiarazioni dei prefetti - ha aggiunto il capogruppo di Patto per l’autonomia, Massimo Moretuzzo - che hanno demolito due assunti: la crescita dei reati in questa regione non è legata all’arrivo dei migranti, l’accoglienza diffusa non è facilmente sostituibile. Se ritenete che i prefetti abbiano detto delle fesserie allora bisogna dirlo al ministro che intervenga».

Di avviso diametralmente opposto Mauro Bordin, capogruppo della Lega. «Non convincono le opinioni dei prefetti, secondo cui i progetti di accoglienza che la giunta regionale ha deciso di non finanziare, aiuterebbero a prevenire reati ed evitare che i migranti girino inattivi per le nostre città. Si tratta di fenomeni che sono stati segnalati già negli anni passati quando i precedenti governi a guida Pd, non avevano lesinato l'impiego di risorse per l’accoglienza. L’accoglienza diffusa è stata bocciata dai cittadini e quindi non può rappresentare una risposta valida al problema migratorio».

Alla fine la Commissione ha espresso parere favorevole alla delibera con i soli voti della maggioranza di centrodestra, contrari il centrosinistra, Patto per l'Autonomia e Movimento 5 stelle.