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Ragazza monfalconese coinvolta in un gioco mortale

Poco più che 20enne, è stata ritrovata nel Brindisino con tagli al braccio che si era inferta da sola perché invischiata nel "Blue whale challenge" diffuso su Facebook

MONFALCONE Una ragazza del Monfalconese poco più che 20enne succube di un gioco mortale diffuso sui social, il Blue whale challenge, che porta al suicidio. È quanto accaduto una settimana fa a Latiano, in provincia di Brindisi.

La notizia è stata diffusa dalla stazione locale dei carabinieri soltanto nella giornata di oggi, venerdì 10 agosto. Tutto è emerso dopo che una donna ha segnalato alla centrale operativa dell'Arma di Latiano, la presenza in strada di una giovane con ferite alle braccia.

Sul posto i militari hanno identificato la ragazza seduta per terra sul marciapiede con tagli al braccio sinistro e in stato confusionale. Attivata un’ambulanza e trasportata al Pronto soccorso, è stata dimessa con la diagnosi di “postumi di lesioni autoinflitte”.

I carabinieri hanno ricostruito gli ultimi giorni della giovane trascorsi in provincia di Brindisi accertando che da qualche tempo, attraverso i social, aveva conosciuto una persona più grande di lei che l’aveva invitata ospitandola in un Bed&Breakfast.

Dopo qualche giorno di permanenza nel Brindisino, la ragazza ha programmato di tornare nella sua casa - che si trova, come detto, nel Monfalconese -  e ha riferito ai militari di essersi praticata dei tagli sull’avanbraccio sinistro perché stava partecipando al gioco diffuso sui social col nome di "Blue whale challenge”. Ha raccontato delle regole che regolamentano il “gioco”, che prevede che ogni gesto che si compie venga pubblicato su Facebook mediante una chat dedicata. In sostanza, la ragazza ha attuato una delle regole (la numero 3) del gioco, che prevede dei tagli sul braccio.

Poi però non è riuscita a pubblicare le foto su Facebook e per questo motivo le ha inviate su WhatsApp ad sua amica. Adesso la ragazza è tornata a casa dai suoi genitori. A seguito della vicenda i carabinieri di Latiano hanno denunciato in stato di libertà un 24enne del luogo per il reato di favoreggiamento personale nei confronti di soggetti da identificare responsabili di “istigazione al suicidio”.

La "sfida della balena” è un “gioco” venuto alla ribalta nel 2016 e balzato alle cronache per “l’allarme sociale” che suscita, poiché rappresenta l’aspetto fuorviante dell’utilizzo dei social network. Il suo funzionamento è semplice, ed è facile rimanere invischiati, è una sorta di tela ordita nei confronti del malcapitato o della malcapitata di turno. Un soggetto denominato “curatore” attraverso i social prospetta ai partecipanti, per lo più

giovani, una serie di prove, la condizione per partecipare è tenere all’oscuro di tutto i genitori. Le prove consistono nell’adempiere a 50 precetti di natura autolesionistica, uno al giorno, sempre più articolati in un crescendo fino al suicidio che rappresenta l’ultima regola, la 50esima.

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