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Nuovo report Dia rilancia l’allarme sulle infiltrazioni mafiose in Fvg

In Parlamento l’ultimo rapporto della Direzione investigativa: Trieste citata fra i punti d’approdo di prodotti contraffatti

TRIESTE Sequestro di attività commerciali. Arresti di trafficanti di droga. Il porto di Trieste tra i principali punti di approdo di prodotti contraffatti. Cosche calabresi in azione. La Piovra continua a infiltrarsi anche in Friuli Venezia Giulia. Lo rileva l’ultimo report della Dia, presentato al Parlamento e ora disponibile nel sito della Direzione investigativa antimafia allo scopo di informare la collettività sull’andamento del fenomeno mafioso. Un documento di poco meno di 400 pagine, in cui si analizzano reato dopo reato, territorio per territorio, i fatti di criminalità organizzata e i risultati messi a segno dagli investigatori. L’analisi investe l’intero Paese, dal Sud Italia alle diramazioni territoriali in tutte le regioni e ben oltre i confini nazionali, mettendo a nudo la portata e l’espansione del fenomeno. Il periodo di riferimento è il secondo semestre 2017.

Nella sintesi relativa al Fvg viene evidenziata la confermata presenza di «segnali relativi a interessi malavitosi». L’obiettivo primario della criminalità organizzata è il riciclaggio dei proventi illeciti. Nel report, che pure spiega che in regione non si possa parlare di un vero e proprio radicamento da parte di compagini ’ndranghetiste, si parla anche di «presenza registrata nel tempo di soggetti collegati a cosche calabresi che operano con ditte interessate al settore edile, estrattivo, dell’abbigliamento e del trasporto in conto terzi».

Il passaggio nuovamente ricordato, seppur precedente al semestre preso in esame, è quello del gennaio 2017, l’operazione “Provvidenza” dei carabinieri del Ros nei confronti di appartenenti alla famiglia Piromalli di Gioia Tauro, indagati per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio, tentato omicidio e altri reati aggravati dalle finalità mafiose. In quell’occasione furono sequestrati beni per complessivi 40 milioni di euro e 21 attività commerciali, tra cui due negozi in un centro commerciale di Pradamano alle porte di Udine.

Nella relazione della Dia compare anche un’operazione della Guardia di finanza di Trieste: l’arresto a Scafati, in provincia di Salerno, di cinque indiziati di traffico di tabacchi. Il 7 luglio 2017 l’operazione portò al sequestro di tre tonnellate e mezzo di sigarette, per un valore di circa 600 mila euro.

Il riferimento al capoluogo regionale ritorna nel capitolo della criminalità cinese, descritta come organizzazione che punta in particolare al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, finalizzata alla tratta, al lavoro nero e alla prostituzione, ai reati contro la persona, alle rapine e estorsioni a danno di connazionali, alle attività malavitose connesse al gioco d’azzardo e ai traffici di stupefacenti, ma anche alla contraffazione di marchi, con conseguente «rilevante danno» per il made in Italy. I prodotti contraffatti, denuncia la Dia, arrivano dalla Cina soprattutto attraverso i porti. Trieste viene citata assieme a Napoli, Gioia Tauro, Taranto, Ancona, Genova, Venezia e Livorno, principali punti di approdo della merce illegale.

Nell’elenco entra poi l’arresto da pare del Reparto operativo dei carabinieri di Pordenone di cinque pluripregiudicati, tre fasanesi (provincia di Brindisi) e due albanesi, con contestuale sequestro di 42 chili di marijuana. Operazione messa a segno a dicembre 2017 nella zona dei centri commerciali di Fiume Veneto.

E infine ci sono i numeri. In Fvg si conta una sola delle 338 interdizioni antimafia in Italia da luglio a dicembre 2017, mentre per quel che riguarda gli accessi ai cantieri, disposti dai Prefetti ai sensi del decreto legislativo 159 del 2011 e considerati dalla Dia «uno dei più incisivi strumenti a disposizione per far emergere possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle fasi di realizzazione di un’opera pubblica», in regione ci sono stati 5 accessi (37 a livello nazionale), con il controllo di 313 persone, 91 imprese e 297 mezzi.

Un altro focus è quello sull’attività di prevenzione nel settore del riciclaggio di proventi illeciti. In Fvg sono state 266 le segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dai soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, e altre 307 segnalazioni riferite ai cosiddetti reati spia: il totale è di 573 (1,3% sul dato italiano).

Quanto alle mafie

straniere, le statistiche evidenziano i reati di tipo associativo (mafioso, per delinquere, finalizzato al contrabbando o traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotropiche). In Fvg i cittadini coinvolti sono del Nord Africa (4) e dell’Albania (1). –


 

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