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Fantoni: «Grazie alla sfida di Esof 2020 portiamo a Trieste la scienza per tutti»

Oggi a Tolosa il passaggio del testimone con l’investitura ufficiale: per due anni la città sarà Capitale europea della ricerca «Al lavoro sul programma. Vorremmo lo spettacolo di apertura in piazza Unità con un concerto diretto da Riccardo Muti»

TOLOSA «Diciamo che c’è molto da imparare, stiamo cercando di capire cosa è meglio fare e cosa no; di certo si rafforza l’idea di Science for City, portare la scienza in città, creare un legame più stretto tra il fare scienza e i cittadini».

Esof 2020 Trieste: il video ufficiale mostrato a Tolosa

Stefano Fantoni, presidente della Internazionale Trieste, infaticabile motore primo del successo che ha portat ...

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TOLOSA «Diciamo che c’è molto da imparare, stiamo cercando di capire cosa è meglio fare e cosa no; di certo si rafforza l’idea di Science for City, portare la scienza in città, creare un legame più stretto tra il fare scienza e i cittadini».

Esof 2020 Trieste: il video ufficiale mostrato a Tolosa

Stefano Fantoni, presidente della Internazionale Trieste, infaticabile motore primo del successo che ha portato Trieste a diventare città capitale della scienza ospitando Esof, l’EuroScience Open Forum, da sabato 4 luglio a venerdì 10 luglio 2020, si aggira nei grandi spazi del Pierre Baudis Congress Centre e del Palais des sports di Tolosa, fra una stretta di mano e l’altra. «Qui devi conoscere tutti, devi tenere contatti con tutti - dice -, in un contesto dove succede tutto e il contrario di tutto».

La conferenza stampa di Esof2020 a Tolosa


A Tolosa, la città francese capoluogo dell’Occitania, nel dipartimento dell’Alta Garonna, considerata la capitale europea dell’industria aerospaziale, si stanno consumando le ultime giornate di lavoro di Esof 2018. Oltre quattromila fra ricercatori, insegnanti, studenti, esperti di politiche della scienza e industriali iscritti all’evento si muovono, si incrociano e dibattono affollando gli oltre duecento incontri messi in calendario fra le varie location, compresi l’Hotel Mercure e il County Council, esaminando fra l’altro i duecento progetti innovativi accettati sui cinquecento presentati alle commissioni Esof di Tolosa.



E oggi pomeriggio, alle 15, a chiusura del biennio che l’ha vista Città europea della scienza 2018, Tolosa passerà il testimone a Trieste nel corso di una cerimonia al Palazzetto dello Sport. Alla cerimonia prenderanno parte autorità, esponenti politici (il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen) e scienziati della delegazione triestina, al lavoro già da alcuni giorni nel capoluogo francese, primo fra tutti ovviamente Fantoni.

Emozionato?

Le dirò - risponde Stefano Fantoni -, cercheremo di fare meglio, se possibile, ho imparato molte cose in questi giorni.

Per esempio?

A cominciare dalla cerimonia di apertura (che si è svolta il 9 luglio al Palazzetto dello Sport, ndr). Bella, sfavillante, uno spettacolo di musica e danza, sembrava una vera cerimonia da olimpiade. Ma mi è sembrata un po’ troppo lunga, a Trieste vorremmo fosse più immediata, e aperta alla città.



Cosa vorrebbe fare per la cerimonia, e dove?

Mi piacerebbe un concerto con Riccardo Muti, se possibile in Piazza dell’Unità. E mi piacerebbe avere come ospite d’onore il Presidente Mattarella.

E poi?

Il punto essenziale è che un’iniziativa come Esof deve essere in grado di lanciare un messaggio preciso. Il rischio, invece, è che di messaggi ce ne siano troppi. Come se in pratica nella scelta dei forum avessero avuto pressioni dalla varie componenti, decidendo democraticamente di lasciare spazio a tutti, il che non va bene, è necessario fare delle scelte. Noi a Trieste cercheremo di dire qualcosa, di dare un messaggio.

Che sarà?

Vorremmo dare un messaggio che puntasse al problema dell’innovazione in connessione con la scienza, che dell’innovazione è sempre l’anima. Un messaggio che arrivi senza equivoci al cittadino, che della connessione tra innovazione e scienza è l’usufruitore e anche il giudice. Questo significa da una parte, appunto, alimentare e consolidare la connessione tra scienza e innovazione, dall’altra sviluppare e dare importanza all’informazione, alla divulgazione, in modo tale che il cittadino possa essere coinvolto ed essere messo al corrente di questi percorsi innovativi. E poi non possiamo dimenticare il nostro motto, che è “science for freedom and freedom for scienze”, scienza per la libertà e libertà per la scienza, denominatore comune a tutto ciò che a Trieste abbiamo sempre fatto e continueremo a fare. Insomma a Esof 2020 tutti i linguaggi in cui la scienza si fa messaggio di unione e con di conflitto verranno messi in campo. E non dimentichiamo che Esof 2020 si rivolge in particolare a Paesi del West Balkan.



Altre indicazioni suggerite dall’esperienza di Tolosa?

La presenza delle imprese. Ne ho viste poche, mentre per noi è importante che la scienza trovi applicazione nella vita di tutti, ed è anche su questo che lavoreremo. Insomma Esof deve lasciare qualcosa. In questi giorni ci siamo incontrati anche con la delegazione di Leida, la città olandese che a sua volta prenderà da Trieste il testimone di Esof per il 2022. E insieme ci siamo trovati d’accordo sul fatto che va cercata una linea per quanto possibile comune di sviluppo, per fare in modo che iniziative come Esof non restino una vetrina temporanea, ma si proiettino nel futuro. È importante che gran parte dell’attività di Esof possa essere l’inizio di un’attività che rimanga nel tempo.



Che per Trieste potrebbe essere...

Per esempio il progetto per la realizzazione del North Adriatic Science and Technology Museum, un museo della scienza e della tecnologia dell’Alto Adriatico, progetto di cui abbiamo già parlato e che vedrei come lascito ideale per Esof a Trieste. E poi vorremmo stabilizzare la nostra piattaforma di reti, in modo da stabilizzare anche il dialogo tra scienza e impresa. È un altro obiettivo importante su cui puntare, e sul quale ci siamo trovati in sintonia con la delegazione di Leida».—