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Fauna ittica, mare sempre più povero in Istria e Dalmazia

Su base annua il pescato ha subito una flessione del 2%. In diminuzione anche il numero delle imbarcazioni

FIUME Meno pesci in Croazia. E anche meno pescatori. Il continuo calo dei prodotti ittici prelevati dalle acque croate dell’Adriatico, già segnalato da qualche anno, è stato confermato anche per il 2017.

L'impoverimento, a seguito di una pesca praticata per troppo tempo in maniera non sostenibile, è stato registrato dall'Ufficio statistico nazionale: l'anno scorso sono state pescate infatti 83.318 tonnellate di pesci, molluschi e crostacei, per un calo su base annua del 2%. Nella cifra sono compresi anche i pesci d'allevamento.

Scendendo nei dettagli, lo scorso anno la gran parte del pescato ha riguardato come sempre l'azzurro, con 63.173 tonnellate, alle quali vanno aggiunte le 2.162 tonnellate di azzurro allevato (tonni). Rispetto all'azzurro pescato nel 2016, la flessione è del 4,4%, a causa soprattutto della minore presenza di sardelle. I pescatori "pro" sono riusciti a prenderne 48.420 tonnellate, quantitativo pari al 10,2% in meno su paragone annuo.

Vengono dunque confermate le valutazioni degli esperti, secondo i quali la biomassa di questa specie si è ridotta drasticamente nei confronti di qualche decennio fa. Ed è probabile a questo punto che il ministero croato dell'Agricoltura e pesca introduca almeno un fermo biologico in più rispetto ai due praticati ogni anno, in inverno e primavera.

Ci sono però delle specie che hanno dimostrato di non risentire del calo generale di risorse fin qui illustrato. Parliamo ad esempio delle acciughe, pescate nella misura di 10.883 tonnellate, pari a un +33,9% rispetto al 2016. In aumento anche i prelievi di naselli, triglie e sogliole. L'aumento del pescato, pari a 17,3 punti e per un totale di 1.083 tonnellate, ha riguardato anche i crostacei. Citiamo le 200 tonnellate di scampi, le 876 tonnellate di gamberi e le 7 tonnellate di aragoste. Dall'altra parte, il 2017 ha registrato meno cefali, calamari e totani.

A raddrizzare parzialmente la situazione è stato il pesce proveniente da impianti di maricoltura: in questo settore si è toccata quota 14.499 tonnellate, per un incremento di 10,7 punti su base annua in cui spicca l’aumento di branzini. A non conosce crisi la pesca delle orate (+16,9%), sia d’allevamento che non.

Va segnalato che grazie al programma di rinuncia permanente all'attività di pesca, supportato

con fondi dell’Unione europea, è diminuito del 15,2% rispetto al 2016 il numero di pescatori croati professionisti, che nel 2017 erano 6.565. Di pari passo è stata registrata una flessione del 2,4% per quanto riguarda il numero delle imbarcazioni da pesca.—


 

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