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Trieste, il parco di Miramare si “riprende” lo Scalone dell’amazzone FOTO

La Musica sull’acqua benedice il monumento restaurato davanti al Castello. Il grazie di Contessa a Rotary e Casali: «È il nuovo corso dell’unione delle forze»

TRIESTE Non poteva che essere battezzato dall’armonia della Musica sull’acqua, che ha sancito il ritorno del parco allo splendore. Proprio con il brano del musicista Händel ha fatto il suo debutto ufficiale la nuova versione restaurata dello Scalone dell’amazzone, la maestosa scalinata di fronte al Castello di Miramare che invita a scoprire l’immenso spazio verde che adorna la collina di Grignano.

Merito in particolare del Rotary (che ha già contribuito alla rampa d’accesso alla dimora di Massimiliano e Carlotta) e della Fondazione Casali, che con 20 mila euro hanno permesso di ridare luce all’opera marmorea da cui domina un amazzone in bronzo. Ieri è stata l’occasione per presentare al pubblico questo lavoro, promosso e seguito dalla direzione del Museo storico e del Parco del Castello di Miramare, coordinato dall’ingegner Pierpaolo Ferrante ed effettuato, previo parere della Soprintendenza, dalla ditta Benussi&Tomasetti con direttore lavori l’architetto Aulo Guagnini grazie alla supervisione continua dell’architetto Francesco Krecic.



È stato Pietro Paolo Battaglini, past president del Rotary Club Trieste, a promuovere l’intervento per primo, che a traino è stato seguito dai “colleghi”, ormai presidenti uscenti: Fulvio Zorzut (Trieste Nord), Sergio Ashiku (Muggia) e Carlo del Torre (Monfalcone Grado). «È un momento simbolico che sancisce questo nuovo corso, che può procedere solo grazie all’unione delle forze», ha commentato la direttrice del Museo Storico e del Parco del Castello di Miramare Andreina Contessa, che ha contestualizzato scalone e statua.

«Questo ingresso trionfale al parco con una fontana a cascata vede protagonista l’amazzone - ha spiegato -, guerriera coraggiosa che rappresenta le figure mitiche classiche delle donne cavallerizze che sono diventate figure epiche, mitiche, l’ultima personificazione di questa figura oggi è Wonder woman». Al lavoro per circa un mese e mezzo sono stati appunto impresa e architetti assieme alle maestranze rappresentate da Giovanna Neviel e Patrizia Rigaldo per le parti di restauro e decorative, e da Roberto Pettorosso, che si è occupato della pulitura delle superfici marmoree e lapidee.

Sono state eseguite anche la pulitura della fontana a quattro massi con il mascherone e la ricomposizione della statua dell’amazzone stessa cui è stata riattaccata una mano e restituita la lancia che un turista aveva improvvidamente staccato. Ma è comparsa anche una sorpresa durante i lavori, ha raccontato Contessa: «È riemersa una parte vegetativa interrata da 50 anni congruente alla parte architettonica del parco, dove realizzeremo altre piantumazioni a settembre».

Soddisfatto di questa operazione anche Francesco Slocovich, presidente della Fondazione Casali. «Rare sono le occasioni in cui si vede tangibilmente che cosa viene realizzato con il nostro aiuto - ha detto -. Di solito investiamo in cultura e istruzione che sono beni immateriali». All’intervento di Zorzut («Il mondo deve sapere che c’è questo gioiello, apriamoci all’internazionalità»), cui è seguita la musica del quintetto di ottoni del Tartini, composto da Giacomo Vendrame, Matteo Novello (trombe), Tilen Bozic (corno), Gianluca Antonini (trombone) e Rok Vihlar (bassotuba). —


 

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