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Melodie di integrazione al Collegio di Duino con l’orchestra europea che intreccia le culture VIDEO E FOTO

Oltre 60 musicisti da 11 Paesi a preparare il tour Trans Europa express sotto la guida del maestro Coretti Kuret e assieme allo scrittore Rumiz

DUINO AURISINA Suonano assieme perché la musica è uno straordinario collante, un linguaggio internazionale che trascende i confini. Intrecciando note e culture, si affinano come musicisti ma, soprattutto, maturano come persone. Sono i giovani componenti dell’European Spirit of Youth Orchestra, ensemble sinfonico, ideato dal maestro triestino Igor Coretti Kuret nel 1988, composto da 66 musicisti di undici paesi, che si apprestano a rinnovare, per il quarto anno consecutivo, il progetto “Tamburi di Pace”, nato dal sodalizio con lo scrittore triestino Paolo Rumiz.

A Duino le prove della European Spirit of Youth Orchestra Nel video girato al Collegio del Mondo Unito di Duino, i giovani componenti dell’European Spirit of Youth Orchestra, ensemble sinfonico, ideato dal maestro triestino Igor Coretti Kuret nel 1988, composto da 66 musicisti di undici Paesi, fanno le prove prim di rinnovare, per il quarto anno consecutivo, il progetto “Tamburi di Pace”. LEGGI L'ARTICOLO


Giunti ieri al Collegio del Mondo unito di Duino, dove rimarranno per una settimana, i ragazzi di “Esyo” hanno iniziato, con una decina di maestri e quattro tutor, la preparazione del tour intitolato “Trans Europa express – Viaggio tra le vecchie e nuove frontiere del continente”, che inizierà il 18 di questo mese e vedrà Rumiz narrare storie tratte dai libri “Trans Europa Express” e “Come cavalli che dormono in piedi”, mentre l’ensemble proporrà musiche di Bach, Sibelius, Cajkovskij, Musorgskij, Rossini, Elgar e Rachmaninov.



«I giovani della Esyo, che rinasce ogni anno dalle sue ceneri – sottolinea Rumiz – sono la metafora perfetta di un’Europa possibile, capace di rinascere continuamente grazie ai giovani e al miracolo dell’incontro. Loro sono i pronipoti – aggiunge – dei soldati che cent’anni fa si sono sparati fra loro nella più spaventosa guerra del secolo». Uno spirito che Coretti Kuret aveva dato fin dalla sua origine all’orchestra: «Quando saremo a Caporetto – annuncia a conferma della vocazione del gruppo – i ragazzi firmeranno un impegno per la pace, un’alleanza fra giovani europei».

Il maestro attinge allievi da scuole di musica, conservatori, licei musicali di tutto il continente. «Ho contatti con la Filarmonica polacca – evidenzia –, con le scuole di musica della Slesia e della Croazia, seleziono musicisti che ogni anno in buona parte cambiano, non prima di aver accumulato una indimenticabile esperienza musicale e personale. Nel mese in cui staranno assieme – spiega Coretti Kuret – approfondiranno le conoscenze dello strumento che amano, ma si integreranno, fonderanno culture e linguaggi, esperienze e tradizioni».

Al maestro piace ricordare che «Rumiz, la cui voce è oramai uno strumento dell’orchestra, si è avvicinato a noi quando, pur di far proseguire il progetto – rivela – dovetti vendere il mio prezioso violino». Dopo trent’anni di attività, capita anche che qualche ex allievo della Esyo torni come docente: «Il tempo passa – precisa Coretti Kuret – e la nostra è una grande famiglia in cui l’individuo è esaltato, perché parte di un mosaico internazionale». E basta sentirli questi ragazzi per cogliere il loro entusiasmo. «Eyso – conferma Lorenzo Cornolti, da Chiavenna in provincia di Sondrio – è un simbolo di unione non solo musicale». Gli fa eco il triestino Federico Guglielmi Ficiur: «Studio tuba a Capodistria perché a Trieste non c’è la cattedra e da queste esperienza mi aspetto molto». —


 

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