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Caos deduzioni fiscali: autotrasporto triestino sul piede di guerra

L’Agenzia delle entrate non ha trasmesso indicazioni sulle cosiddette “deduzioni forfettarie delle spese non documentate” per i redditi 2017. Eva (Confartigianato): «In difficoltà 130 aziende»

TRIESTE Il Tir è pronto alla carica. È infuriato perché l’Agenzia delle entrate non ha trasmesso indicazioni sulle cosiddette “deduzioni forfettarie delle spese non documentate” per i redditi 2017. Enrico Eva, segretario generale di Confartigianato Trieste, è preoccupato per i 130 autotrasportatori del territorio, che occupano oltre trecento persone. Calcola a mente che solo nel capoluogo le mancate deduzioni fiscali pesano per 6-700 mila euro: «Troppi per un settore già abbastanza salassato ...

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TRIESTE Il Tir è pronto alla carica. È infuriato perché l’Agenzia delle entrate non ha trasmesso indicazioni sulle cosiddette “deduzioni forfettarie delle spese non documentate” per i redditi 2017. Enrico Eva, segretario generale di Confartigianato Trieste, è preoccupato per i 130 autotrasportatori del territorio, che occupano oltre trecento persone. Calcola a mente che solo nel capoluogo le mancate deduzioni fiscali pesano per 6-700 mila euro: «Troppi per un settore già abbastanza salassato».

Non si va tanto lontano dal vero, azzardando che il braccio di ferro fiscale in corso tra autotrasporto, Agenzia delle Entrate, Governo rischia nel Friuli Venezia Giulia di costare perlomeno 8 milioni a una categoria tra le più tartassate dai cambiamenti economici degli ultimi quindici anni.

Oggi a Roma il vertice di Unatras (Unione nazionale associazioni autotrasporto merci) potrebbe indire forme di protesta clamorose, a cominciare dal fermo dei mezzi. Il settore è irritato dalle mancate risposte del ministro competente, il pentastellato Danilo Toninelli, a due lettere inviate per ottenere l’attenzione governativa. La flotta di 5-6 mila camion giulio-friulani è pronta a manifestare la sua rabbia. Dopo l’emorragia di aziende, occupati, lavoro, in gran parte dovuta al dumping praticato dalla concorrenza dell’Est europeo, adesso c’è un altro problema, che può creare seri danni soprattutto alle imprese trasportatrici più piccole.

Lo racconta un comunicato di Confartigianato Fvg. Il 2 luglio batteva la scadenza per la dichiarazione dei redditi, ma a quella data non è arrivata la circolare dell’Agenzia delle entrate che avrebbe dovuto definire le cosiddette “deduzioni forfettarie delle spese non documentate” per i redditi di impresa 2017. Più esattamente - scrive Confartigianato - l’Agenzia non ha fornito l’indicazione degli importi in base ai quali si attivano le agevolazioni per l’autotrasporto.

Due esempi relativi al periodo d’imposta 2016: i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore “oltre” il Comune sede aziendale e i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore “all’interno” del Comune sede aziendale per un importo pari al 35% di quanto riconosciuto per i servizi “oltre” confini municipali. La deduzione-base era pari a 51 euro a trasporto. Confartigianato calcola che il “silenzio” dell’Agenzia possa costare fino a 6/7 mila euro, in media 4/5 mila euro per azienda.

Gli 8 milioni del tutto orientativi, cui abbiamo fatto riferimento in apertura, si ottengono moltiplicando un valore medio di 5 mila euro di mancata deduzione per i 1600 autotrasportatori del Friuli Venezia Giulia, mille dei quali iscritti all’albo degli artigiani.

Eva ricorda che nel 2009 il Friuli Venezia Giulia aveva 3200 aziende di autotrasporto con 11 mila addetti, oggi ne sono rimaste in vita 1600 con 7500 lavoratori. —