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Trieste, il Fai elegge Pirona tra i luoghi del cuore da salvare dall’oblio

Scatta la mobilitazione nazionale e l’appello a votare la pasticceria di Joyce per assicurarle fondi e visibilità

TRIESTE Il Fai, Fondo per l’ambiente italiano, forte del suo prestigio nazionale, si mobilita per la pasticceria Pirona, oggi di proprietà di Unicredit Leasing, in cerca un acquirente che non si trova e chiusa ormai da marzo dello scorso. Si mobilita attraverso l’iniziativa “I luoghi del cuore”, che punta a una raccolta di segnalazioni per promuovere progetti di recupero e valorizzazione di siti di alto valore culturale. L’intento, neanche tanto nascosto, è di ottenere un numero di istanze così ragguardevole da indurre Unicredit a cedere l’immobile al Fai, il quale gli riserverebbe una destinazione d’uso consona alla sua origine. I precedenti sono illustri, basti pensare a quanto fece Assicurazioni Generali con il Negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia. Dopo averne curato e sostenuto il restauro, lo ha affidato in concessione al Fai al fine di tutelarlo e gestirlo per la collettività.

Al momento, dopo l’uscita di scena della famiglia De Marchi che la gestiva, la storica pasticceria di Largo Barriera è tornata appunto nelle mani di Unicredit, ma la mobilitazione dei cittadini lo scorso anno consentì almeno che mobili e arredi - in puro stile liberty -, messi in vendita, venissero acquistati dalla Fondazione CRTrieste che ne permetterà nuovamente la fruizione al pubblico anche attraverso la musealizzazione. Un vincolo di tutela agli stessi arredi è stato posto dalla Soprintendenza dei beni e attività culturali.

Se è praticamente un sogno la cessione da parte di Unicredit, l’obiettivo della raccolta firme iniziata ieri con l’avvio del Bloomsday, commemorazione per celebrare lo scrittore irlandese James Joyce, è far rientrare la pasticceria Pirona nei primi posti in Italia tra i luoghi del cuore segnalati dal Fai in modo da aggiudicarsi un contributo sostanzioso che consenta di non far perdere l’identità a questo spazio prezioso dove lo scrittore irlandese scrisse alcuni capitoli dell’Ulysses. I primi tre luoghi, grazie a un accordo con Intesa Sanpaolo, si aggiudicheranno dai 50 a 30 mila euro. Nel 2012 successe con il parco del castello di Miramare. Oltre 25 mila firme raccolte consentirono di accedere a un contributo di 30 mila euro che produsse i primi interventi di recupero nel parterre.

Tiziana Sandrinelli, presidente regionale del Fai, nel presentare l’iniziativa, ha sottolineato che «questo progetto nazionale, giunto ormai alla nona edizione, mobilita un numero considerevole di cittadini ed è diventato punto di riferimento nel panorama culturale italiano. Trieste può essere considerata un luogo felice per la tutela e la conservazione dei beni - ha evidenziato -, ma è davvero importante sottolineare il valore dell’alleanza che si crea con questa raccolta di firme tra istituzioni, cittadini e luoghi del cuore che, pur rimanendo di proprietà privata vengono percepiti come beni comuni, a disposizione e a carico di tutti».

«Salvare il locale è importante dal punto di vista del richiamo turistico, vera ricchezza di questo territorio - ha affermato Renzo Crivelli, docente all’Università -, perché è legato alla storia di Joyce e quindi rappresenta una finestra aperta sul mondo».

Per dare il proprio contributo alla

causa si può votare fino al 30 novembre sul sito www.iluoghidelcuore.it, o sui moduli cartacei scaricabili dallo stesso sito e distribuiti in diversi luoghi dai volontari FAI, tramite l’app FAI e nelle filiali del gruppo Intesa Sanpaolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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