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Luka Koper, entro l’estate 300 nuove assunzioni

Il porto di Capodistria

Approvata la riforma dell’organizzazione del lavoro nello scalo del Litorale. I dipendenti della società saliranno al 61% del totale degli addetti in porto

LUBIANA. Il Comitato di controllo di Luka Koper, la società che gestisce il porto di Capodistria, ha dato il via libera a una sorta di vera e propria riforma del mercato del lavoro relativamente alla realtà produttiva dello scalo. Entro settembre infatti Luka Koper assumerà 300 persone, altri 300 saranno gli interinali, mentre 500 saranno a carico delle 34 società accreditate e che gestiscono operazioni all’interno dello scalo di Capodistria.

Secondo i dati forniti dell’ex presidente del cda ...

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LUBIANA. Il Comitato di controllo di Luka Koper, la società che gestisce il porto di Capodistria, ha dato il via libera a una sorta di vera e propria riforma del mercato del lavoro relativamente alla realtà produttiva dello scalo. Entro settembre infatti Luka Koper assumerà 300 persone, altri 300 saranno gli interinali, mentre 500 saranno a carico delle 34 società accreditate e che gestiscono operazioni all’interno dello scalo di Capodistria.

Secondo i dati forniti dell’ex presidente del cda di Luka Koper Dragomir Matič, nel 2016 la società che gestisce il porto aveva emesso 1.237 permessi operativi all’interno dello scalo anche se concretamente ogni giorno operavano dai 600 ai 740 addetti esterni. La concessione del lavoro in regime, diciamo così, di subappalto ha permesso a Luka Koper di pagare nel 2016 20,7 milioni di euro al posto dei 44,3 che avrebbe dovuto versare se avesse assunto tutti gli operai delle ditte esterne.



La soluzione cosiddetta trilaterale, dunque, permette una ripartizione del costo del lavoro, un’operazione che a Luka Koper determinerà un aggravio annuo di 9 milioni di euro di cui si dovrà tener conto nel progetto economico della società. Ora però Luka Koper cancellerà tutti i rapporti con interinali o aziende esterne che sono in essere e pubblicherà un nuovo bando pubblico di gara. Il cosiddetto outsourcing si concentrerà principlamente sulla gestione del terminal automobili e su quella dello svuotamento dei container. Un bando di concorso sarà ovviamente predisposto anche per le 300 assunzioni dirette, bando che sarà reso pubblico in luglio.

«Questo modello di soluzione alla problematica relativa agli operai esecutori di operazioni portuali è sopportabile economicamente e rispettoso delle norme vigenti in materia di lavoro», ha confermato l’attuale presidente del consiglio di amministrazione di Luka Koper Dimitrij Zadel. Attualmente al porto di Capodistria vi è il 48% di operai dipendenti dello scalo, mentre il 52% lavora in porto per conto di società esterne. Con il nuovo accordo appena sottoscritto e approvato il 61% di operai saranno dipendenti di Luka Koper, il 12% saranno interinali e il 27% saranno lavoratori di ditte esterne allo scalo. La nuova organizzazione sarà a regime, secondo Zadel, in autunno, comunque entro la fine dell’anno in corso.

Positivo il commento del più forte sindacato del porto, ossia quello dei gruisti, che sottolinea come con questo accordo Luka Koper si è assunta l’impegno di trattare tutti gli operai che lavorano all’interno dello scalo allo stesso modo, con stessi livelli salariali e stessi carichi di lavoro.

Sullo sfondo resta la questione dell’ampliamento del terminal contenitori bloccato di fatto dalla sentenza del Tar su istanza del Comune di Capodistria. I responsabili di Luka Koper stanno cercando di convincere il sindaco del capoluogo del Litorale, Boris Popović ad ammorbidire la sua linea nei confronti dei progetti di sviluppo del porto. Lo stallo, dicono gli osservatori, potrebbe sbloccarsi questa settimana quando il governo dovrà decidere sulla nuova ripartizione dei proventi derivati dalla concessione portuale che prevede l’82% a favore di Capodistria e il 18% per quello di Ancarano, mentre oggi Capodistria incassa il 55% e Ancarano il 45%.

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