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Da Belgio e Svizzera nuovi investitori per il Porto vecchio di Trieste

Il Porto Vecchio di Trieste

Il sindaco Dipiazza ha accompagnato ieri la delegazione Interesse per quattro magazzini vicino all’area Greensisam

TRIESTE Brilla una buona stella sopra il cielo di Porto vecchio. Il primo via ufficiale è stato dato con la realizzazione del parcheggio Boveto. E, in attesa che il bando di gara per il centro congressi Esof 2020 venga ultimato, spuntano nuovi investitori con progetti in mano per accaparrarsi il numero maggiore di magazzini tra gli 88 a disposizione. C’è il famoso gruppo di cinque sili in concessione a Greensisam che andrà a breve all’asta. Ma in pentola ci sono anche tante altre idee riguar ...

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TRIESTE Brilla una buona stella sopra il cielo di Porto vecchio. Il primo via ufficiale è stato dato con la realizzazione del parcheggio Boveto. E, in attesa che il bando di gara per il centro congressi Esof 2020 venga ultimato, spuntano nuovi investitori con progetti in mano per accaparrarsi il numero maggiore di magazzini tra gli 88 a disposizione. C’è il famoso gruppo di cinque sili in concessione a Greensisam che andrà a breve all’asta. Ma in pentola ci sono anche tante altre idee riguardanti ad esempio la realizzazione di nuovi parcheggi, con l’intenzione poi di Dipiazza di eliminare gli stalli che invadono le Rive.

È fresco di ieri mattina l’ultimo incontro che ha visto il sindaco – ormai inseparabile dalla sua mappa dell’antico scalo – solcare, assieme ai vertici di importanti società con sede in Svizzera e in Belgio, accompagnati dai triestini Giuseppe Borruso e Corrado Del Ben, la linea che divide ancora la città “invisibile” dal centro triestino. L’occhio si è fermato sul blocco di quattro magazzini subito accanto ai cinque che sono in mano a Greensisam. Sul destino dell’investimento non si sa ancora nulla. Bisogna vagliare piano regolatore e uffici comunali.

Ma è trapelato che il sindaco, come ha annunciato l’altro ieri in una riunione della Terza commissione, presieduta da Francesco Panteca e in cui si è fatto il punto della situazione dei lavori in Porto vecchio e in cui molti consiglieri hanno posto diverse domande a Dipiazza stesso, vorrebbe vendere i blocchi in verticale. Cioè i magazzini uno dietro l’altro e non in fila in senso orizzontale. Una soluzione che adotterà per tutta l’area. «Così non si compra solo il lato mare», spiega. Quanto a ieri, il commento è con il sorriso. «È stata una giornata estremamente proficua e carica di positività – dice –. Abbiamo discusso anche dei fondi europei che verranno messi a disposizione per i porti virtuosi che si occuperanno della raccolta della plastica in mare, del futuro delle navi a gas per evitare di scaricare in mare. Studieremo i documenti che abbiamo ricevuto in proposito per cercare di poter partecipare a queste iniziative».



Ma ieri in realtà è stata l’occasione pure per accogliere il numero uno di una società proprietaria di una catena alberghiera che ha strutture dalla Serbia al Montenegro. L’interesse qui era mirato solo su palazzo Carciotti. Ma torniamo al Porto vecchio e anche alla partita Greensisam. La società austriaca, con sede a Bolzano, interessata da tempo all’area, potrebbe concludere a breve l’affare che prevede in cinque anni la realizzazione di due hotel fronte mare mentre gli altri immobili saranno convertiti in residenze. L’investimento è di 160 milioni. Ma c’è una novità. Grazie all’emendamento dell’ex senatore Francesco Russo, che prevede anche la vendita dei magazzini, ci sarà la prima asta su parte di Porto vecchio. L’ultimo intervento ad hoc con un altro emendamento proposto in Consiglio comunale dal consigliere Roberto Cason (Lista Dipiazza). Come previsto l’85% del ricavato andrà nelle casse dell’Autorità portuale per interventi di infrastrutturazione del Porto nuovo e delle nuove aree destinate al regime internazionale di Punto franco. Mentre il restante 15% sarà del Comune per investimenti in opere pubbliche. L’asta per 16 milioni di euro verrà a breve indetta dal Municipio.

«Abbiamo inserito i cinque magazzini nel piano delle alienazioni – conferma l’assessore Lorenzo Giorgi –, c’è la priorità promessa al sindaco in modo da procedere il prima possibile, ci vogliono i tempi tecnici». Essendo appunto un’asta pubblica, non è detto però che gli investitori austriaci abbiano la meglio, anche se pare ormai quasi scontato. A voler continuare a lavorare a Trieste anche Interparking, la società che gestisce il contenitore del Park San Giusto, la quale vorrebbe realizzare due parcheggi negli spazi sotterranei del mercato ortofrutticolo e del Molo IV. «Così poi eliminiamo gli stalli sulle Rive», afferma Dipiazza.

Capitolo a parte sono invece le banchine e i moli del Porto vecchio. «Dobbiamo capire, aprendo un dibattito con maggioranza, opposizione e Autorità portuale, se vogliamo indirizzare l’area attirando investitori che realizzino delle marine con yacht di lusso, lasciando le grandi navi in Stazione marittima, oppure accettando di attirare i colossi delle crociere. Bisogna decidere».

Intanto da lunedì partono ufficialmente i lavori sul park Boveto, dove l’ingegner Giulio Bernetti, direttore del Servizio Pianificazione territoriale, Valorizzazione Porto vecchio, Mobilità e traffico, ipotizza anche di valorizzare di più l’area verde attorno. «Ha già fatto un miracolo sul parcheggio Boveto – ha commentato il primo cittadino – ma con lui abbiamo tante idee che sta portando avanti».

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